Tempesta solare sulla Terra: passato rischio blacktout e danni a satelliti

Tempesta solare sulla Terra: passato rischio blacktout e danni a satelliti
Tempesta solare sulla Terra: passato rischio blacktout e danni a satelliti

ROMA – Una tempesta solare è arrivata sulla Terra il 7 gennaio e ha rischiato di indurre blackout e danni ai satelliti e alle telecomunicazioni. La tempesta è stata classificata di livello 3, su una scala da 1 a 5, ed è scaturita da una nube di particelle emesse dal Sole.

Mauro Messeroti, ricercatore Inaf dell’Osservatorio Astronomico di Trieste e membro del Consiglio direttivo della Swico, che monitora il meteo spaziale, ha spiegato:

“Tempeste di questa intensità di solito causano intermittenze radio, fluttuazioni nell’erogazione della corrente elettrica e nei dati inviati dai satelliti, aurore ma non grossi problemi”.

La tempesta è scoppiata nelle prime ore del mattino del 7 gennaio, ma fin da subito ha perso di intensità, fino ad esaurirsi già l’8 gennaio, mentre alcune tempeste possono durare anche giorni.

I rischi legati al passaggio della nube di particelle, che una volta emessa dal Sole sferza i pianeti come fosse un idrante, sono passati e non risultano danni di alcun tipo, ha sottolineato Messarotti.

A spiegare l’origine della tempesta è stato il Solar Influences Data Analysis Center (Sidc) di Bruxelles: inizialmente si pensava che a generare la tempesta magnetica intorno alla Terra potesse essere stato un flusso di vento solare veloce, ha concluso Messarotti:

“La Terra è stata effettivamente interessata da un flusso di vento solare veloce proveniente dal buco coronale situato nell’emisfero solare Sud, ossia una regione molto estesa dove i campi magnetici del Sole si proiettano all’esterno nello spazio interplanetario. Ma l’effetto di questo vento è progressivamente diminuito negli ultimi giorni”.

 

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