Terremoto in Molise è “nuovo”: evento non fa parte della sequenza sismica del centro Italia

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 26 aprile 2018 9:59 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 9:59
Terremoto Molise non fa parte della sequenza sismica del centro Italia il nuovo evento

Terremoto in Molise è “nuovo”: evento non fa parte della sequenza sismica del centro Italia

ROMA – Il terremoto di magnitudo del 4.2 registrato in Molise il 25 aprile è “nuovo”. La scossa infatti non rientra negli eventi della sequenza sismica del centro Italia iniziata il 24 agosto 2016 tra Amatrice e Norcia.

A spiegare il motivo per cui il terremoto del 25 aprile in Molise e gli altri nel centro Italia abbiano poco a che fare tra loro è Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha sottolineato come siano stati generati da movimenti di faglie differenti: “Il terremoto in Molise non è certamente associabile alla sequenza sismica in Italia centrale  per le sue caratteristiche. La faglia ha un comportamento diverso, ossia di tipo trascorrente”.

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La faglia responsabile della scossa del 25 aprile vicino Termoli infatti ha avuto un comportamento differente, dato che è molto più profonda e si muove orizzontalmente, cioè la porzione di crosta terrestre scorre in senso orizzontale rispetto a quella adiacente. Proprio questo movimento fa si che la crosta terrestre nella zona adriatica centro-settentrionale si muova verso Est più velocemente rispetto a quella meridionale. Nel caso della sequenza sismica del centro Italia invece il movimento delle faglie è di tipo estensionale, cioè la porzione di crosta terrestre si estende per via di una sorta di stiramento.

Anche la differenza di profondità degli ipocentri, sottolinea Doglioni, dà informazioni importanti sulla diversità di origine delle due sequenze sismiche. I terremoti nel centro Italia hanno ipocentri piuttosto superficiali, per la maggior parte intorno ai 10 chilometri di profondità, mentre il terremoto in Molise del 25 aprile ha avuto ipocentro a 31 chilometri di profondità, tanto da arrivare a coinvolgere tutta la crosta e parte del mantello, come ha spiegato il presidente dell’Ingv: “Sappiamo che più il sisma avviene in profondità, più è larga l’area che investe e nella quale viene percepito, ma l’energia che arriva in superficie è inferiore”.

L’evento sismico registrato il 25 aprile in Molise dunque non fa parte delle scosse che dal 24 agosto 2016 tormentano la popolazione del centro Italia, ma ha caratteristiche geologiche più simili a quelle del terremoto di magnitudo del 5.7 avvenuto a dicembre 2002 a San Giugliano di Puglia, sempre nella provincia di Campobasso, sia per meccanismi che per effetti in superficie.