Farmaci dimagranti, nuovo studio sorprende gli esperti: rischio di alcuni tumori ridotto fino al 50%
Farmaci dimagranti, nuovo studio sorprende gli esperti: rischio di alcuni tumori ridotto fino al 50% (blitzquotidiano.it)
Negli ultimi anni farmaci come Ozempic, Wegovy, Mounjaro e Zepbound sono diventati molto popolari per la loro capacità di favorire una significativa perdita di peso e migliorare il controllo della glicemia. Oggi però una nuova ricerca suggerisce che questi medicinali potrebbero essere associati a una riduzione importante del rischio di alcuni tumori correlati all’obesità.
I risultati arrivano da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Oncology e presentano dati che stanno attirando l’attenzione della comunità medica internazionale. Secondo gli autori, le persone obese senza diabete che assumevano farmaci della classe GLP-1 hanno mostrato una probabilità significativamente inferiore di sviluppare diversi tipi di cancro rispetto a chi seguiva esclusivamente consigli su dieta ed esercizio fisico.
Gli esperti invitano alla prudenza, perché non si tratta ancora di una prova definitiva di causa-effetto. Tuttavia, i numeri osservati sono abbastanza rilevanti da spingere i ricercatori a chiedere ulteriori studi clinici.
Lo studio che ha coinvolto oltre 229mila persone
La ricerca ha analizzato i dati sanitari di oltre 229.000 adulti con obesità ma senza diagnosi di diabete. Si tratta di un aspetto particolarmente importante perché gran parte delle ricerche precedenti sui farmaci GLP-1 era stata condotta prevalentemente su persone con diabete di tipo 2.
Oggi, invece, milioni di persone utilizzano questi medicinali principalmente per la gestione del peso corporeo.
Gli studiosi hanno confrontato due gruppi: da una parte chi aveva ricevuto una prescrizione di semaglutide o tirzepatide, principi attivi presenti rispettivamente in Ozempic, Wegovy, Mounjaro e Zepbound; dall’altra chi aveva seguito esclusivamente programmi basati su alimentazione equilibrata e attività fisica.
Al termine dell’analisi è emerso un dato che ha attirato immediatamente l’attenzione degli oncologi.
Rischio complessivo di tumori associati all’obesità ridotto del 41%
Secondo i risultati dello studio, l’utilizzo dei farmaci GLP-1 è stato associato a una riduzione del 41% del rischio complessivo di sviluppare tumori correlati all’obesità.
Gli studiosi hanno preso in considerazione diversi tipi di neoplasie che la letteratura scientifica collega da tempo all’eccesso di peso corporeo.
Tra queste figurano il tumore del colon-retto, quello del pancreas, del fegato, della tiroide, dell’endometrio, del rene, dell’ovaio e della mammella. L’associazione osservata è risultata particolarmente marcata per alcune forme tumorali specifiche.
In alcuni tumori il rischio è risultato inferiore di oltre il 50%
I dati più sorprendenti riguardano alcuni tumori particolarmente aggressivi. Nel caso del tumore dell’endometrio, gli autori hanno osservato una riduzione del rischio pari al 58%.
Riduzioni superiori al 50% sono state inoltre registrate per il mieloma multiplo, il tumore del pancreas e il tumore del colon-retto.
Si tratta di risultati che, se confermati da studi futuri, potrebbero modificare profondamente l’approccio alla prevenzione oncologica nelle persone con obesità.
Gli stessi ricercatori sottolineano però che il lavoro non dimostra che questi farmaci prevengano direttamente il cancro.
Mostra semplicemente un’associazione statistica che merita ulteriori approfondimenti.
Perché obesità e tumori sono strettamente collegati

Da anni la scienza considera l’obesità uno dei principali fattori di rischio modificabili per numerose forme tumorali.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il National Cancer Institute statunitense, l’eccesso di tessuto adiposo favorisce una serie di alterazioni biologiche che possono aumentare la probabilità di sviluppare tumori.
Tra queste figurano l’infiammazione cronica di basso grado, l’insulino-resistenza, l’aumento di alcuni ormoni e le modificazioni del metabolismo cellulare.
Il grasso corporeo non è infatti un semplice deposito energetico, ma un vero e proprio organo metabolicamente attivo che produce sostanze in grado di influenzare l’intero organismo.
Quando il peso aumenta in modo significativo, questi meccanismi possono creare un ambiente favorevole alla crescita tumorale.
I benefici potrebbero andare oltre il dimagrimento
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il possibile ruolo diretto dei farmaci GLP-1.
Molti esperti ritengono che parte del beneficio osservato sia legato alla perdita di peso.
Ridurre il grasso corporeo significa infatti diminuire l’infiammazione sistemica, migliorare la sensibilità all’insulina e normalizzare numerosi parametri metabolici.
Tuttavia, secondo gli autori dello studio, il dimagrimento potrebbe non essere l’unica spiegazione.
Alcune ricerche sperimentali suggeriscono infatti che i recettori GLP-1 siano presenti anche su determinati tipi di cellule tumorali.
Questo apre l’ipotesi che tali farmaci possano influenzare direttamente alcuni processi biologici coinvolti nello sviluppo e nella progressione del cancro. Per il momento si tratta di una teoria che necessita di ulteriori conferme.
L’infiammazione potrebbe essere la chiave
Molti specialisti ritengono che uno dei meccanismi principali possa essere la riduzione dell’infiammazione cronica.
Numerosi studi hanno dimostrato che l’infiammazione persistente contribuisce alla comparsa di diverse patologie croniche, comprese alcune forme di tumore. I farmaci GLP-1 sembrano migliorare diversi marcatori infiammatori e metabolici.
Inoltre favoriscono una migliore regolazione della glicemia e dell’insulina, due fattori che possono influenzare il rischio oncologico.
Secondo una revisione pubblicata su Nature Reviews Cancer, l’obesità altera profondamente il sistema immunitario e crea condizioni favorevoli allo sviluppo tumorale. Intervenire su questi meccanismi potrebbe quindi avere effetti protettivi che vanno oltre il semplice calo ponderale.
Gli esperti invitano alla prudenza
Nonostante l’entusiasmo generato dai risultati, gli oncologi sottolineano che è ancora troppo presto per considerare Ozempic, Wegovy o altri farmaci GLP-1 come strumenti di prevenzione oncologica.
Lo studio è di tipo osservazionale e presenta alcuni limiti.
Ad esempio, non è possibile escludere completamente che fattori come alimentazione, attività fisica, livello socioeconomico o maggiore attenzione alla salute abbiano influenzato i risultati.
Inoltre il periodo medio di osservazione è stato relativamente breve rispetto ai tempi necessari per lo sviluppo di molte forme tumorali.
Per questo motivo saranno necessari studi clinici controllati e di lunga durata prima di arrivare a conclusioni definitive.
Cosa cambia per chi assume già questi farmaci
Per chi utilizza farmaci GLP-1 per il trattamento dell’obesità o del diabete, la ricerca rappresenta una notizia incoraggiante.
I benefici già documentati comprendono infatti perdita di peso, miglioramento del controllo glicemico, riduzione del rischio cardiovascolare e migliore gestione di alcune condizioni metaboliche.
Ora si aggiunge una nuova possibile area di interesse che riguarda la prevenzione dei tumori associati all’obesità.
Tuttavia gli specialisti ricordano che questi medicinali devono essere assunti esclusivamente sotto controllo medico e non possono sostituire uno stile di vita sano.
