Joule, la scuola di Eni per l’impresa, arriva in Basilicata: SouthUp, dedicata alle startup a tema agritech-agroenergia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Aprile 2021 11:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2021 11:18
Joule, la scuola di Eni per l'impresa, arriva in Basilicata: SouthUp, dedicata alle startup a tema agritech-agroenergia

Joule, la scuola di Eni per l’impresa, arriva in Basilicata: SouthUp, dedicata alle startup a tema agritech-agroenergia

Eni Joule sbarca in Basilicata. SouthUp! è infatti la prima call for startup di Eni a tema agritech-agroenergia. Che ha l’obiettivo di individuare soluzioni tecnologiche innovative volte ad aumentare l’efficienza dei processi e la resilienza delle pratiche agricole in ottica di sostenibilità sociale e ambientale.

Eni Joule in Basilicata con SouthUp

L’iniziativa è promossa da Joule, la Scuola di Eni per l’impresa, nata per sostenere l’imprenditorialità ad alto impatto socio-ambientale insieme a tre partner di eccezione come Fondazione Politecnico di Milano, PoliHub, l’Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano e ALSIA, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura, ente della Regione Basilicata per la ricerca e il trasferimento delle innovazioni in agricoltura e nell’agroalimentare.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della collaborazione strategica sancita con la sigla della Lettera di Intenti tra Eni e ALSIA con l’obiettivo di identificare e valutare iniziative di comune interesse per lo sviluppo sostenibile della filiera agricola.

Come nasce SouthUp! e quali obiettivi si pone

SouthUp!, nata dallo studio “Opportunità per la Basilicata” realizzato nel 2019 in collaborazione con alcune eccellenze scientifiche e tecnologiche del Mezzogiorno (CNR- ALSIA, ENEA Trisaia, Università degli Studi della Basilicata, FEEM e Università Federico II) – punta ad aumentare, attraverso una logica di Open Innovation, la capacità competitiva dell’ecosistema di aziende agricole del territorio lucano e a promuovere lo sviluppo del territorio in un’ottica di ripartenza del tessuto socio-economico a seguito della complessa emergenza pandemica.

La call si rivolge a startup già costituite in forma di società di capitali, spinoff o team di progetto disposti a costituirsi in società, aventi sede legale o operativa nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e in grado di proporre prodotti, servizi o tecnologie innovative ad alto potenziale di sviluppo.

SouthUp: cosa possono vincere le aziende che partecipano

In palio per i team selezionati, un programma di mentorship e accelerazione, con il diretto coinvolgimento delle aziende agricole lucane e un premio di 30.000 euro per i tre progetti vincitori. Per le startup selezionate si prevede un periodo di formazione e ospitalità presso gli spazi del polo di Pantanello (MT) dell’ALSIA e una fase di accelerazione della tecnologia con l’obiettivo di sperimentare e validare la soluzione presso le aziende agricole locali, con il supporto di mentor di Eni e PoliHub.

ALSIA fornirà il supporto tecnico-scientifico e metterà a disposizione la propria rete di aziende sperimentali e dimostrative ai progetti vincitori che vorranno eseguire attività di sviluppo delle innovazioni. Il progetto vuole creare anche un network con le Università del Mezzogiorno, come l’Università degli Studi della Basilicata, il Politecnico di Bari, l’Università della Calabria, l’Università Federico II di Napoli, l’Università degli Studi di Messina e l’Università degli Studi di Chieti, che saranno coinvolte nelle iniziative di scouting, comunicazione e valorizzazione dell’iniziativa.

La call per la selezione delle startup è aperta sul sito www.southup.it e, fino al 13 giugno, sarà possibile candidarsi per partecipare al processo di selezione che porterà alla definizione della shortlist delle realtà ammesse.