(Foto d'archivio Ansa)
È iniziata la stagione della neve e la montagna torna protagonista, anche in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Le vette e i paesaggi innevati non affascinano solo gli sciatori, ma producono effetti benefici anche sul benessere mentale, creando una vera e propria metamorfosi interiore. Cosa accade dentro di noi quando lasciamo la valle per la vetta? “La sensazione di benessere che ci invade non è un’illusione romantica, ma un fenomeno biologico e psichico profondamente radicato nella nostra natura. Oggi le neuroscienze sono in grado di mappare la ‘chimica della felicità’ che si sprigiona durante una discesa, rivelando come l’altitudine e l’attività fisica agiscano come un potente reset per il nostro cervello”, spiega all’Adnkronos Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista.
“La montagna, con il suo silenzio e la sua vastità, attiva dimensioni profonde della vita psichica: riduce le difese, facilita il contatto con il mondo interno e permette esperienze emotive intense e rigenerative”, continua Lucattini. “Lo sci coinvolge simultaneamente corpo e mente migliorando equilibrio, propriocezione e capacità di modulare i movimenti. La progressione tecnica e il controllo acquisito nelle discese rafforzano autostima e senso di competenza”. Secondo la psichiatra, lo sci è anche un antidoto allo stress: “Dal punto di vista corporeo migliora tono muscolare, elasticità, capacità cardiovascolare e respiratoria. Il silenzio della montagna permette l’emergere del pensiero e l’elaborazione emotiva, offrendo una funzione di contenimento ambientale che sostiene l’apparato psichico e favorisce equilibrio interno”.
