Acea Roma-Montepaschi Siena: finale scudetto. Ecco gara-1

Pubblicato il 11 Giugno 2013 16:53 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 16:53
Acea Roma-Montepaschi Siena: finale scudetto. Ecco gara-1. Nella foto LaPresse Datome è festeggiato dai tifosi

Acea Roma-Montepaschi Siena: finale scudetto. Ecco gara-1. Nella foto LaPresse Datome è festeggiato dai tifosi

ROMA – Il coach dell’Acea Roma Calvani si è  già  tagliato i baffi, a Gigi Datome chiedono di tagliarsi i capelli in caso di scudetto.

E il patron Toti non vuole lasciare il  PalaTiziano. Scaramantico anche lui ma non solo, visto che il PalaLottomatica, sede dei fasti antichi dello scudetto del Banco Roma di 30 anni fa, costa tanto.

La squadra della Capitale vuole ”riscrivere la storia”. E’ lanciatissima e in campionato è arrivata davanti a Siena (romani terzi, toscani quinti al termine della regular season).

Ma i toscani dalla loro hanno l’esperienza e lo scudetto cucito sul petto da sei stagioni. E stasera  è gara-1 della finale scudetto.  La partita è un esclusiva Rai (clicca qui per accedere al sito internet di RaiSport).

Siena Non è  più una corazzata   come ai tempi di Pianigiani, ma la Montepaschi nell’incontro secco è capace di tutto.

Difficile dire chi è  la favorita. Roma ha dalla sua il fattore campo (quattro gare su sette si giocano nella Capitale), Siena il blasone.

E nel basket c’è  una città  che cerca il riscatto di un’annata tormentata dalle vicende del main sponsor.

Roma questa finale l’aspettava da cinque anni. L’ultima volta nel 2008, guarda caso sempre contro Siena, che vinse facile 4-1.

Ma allora la Montepaschi era di un altro pianeta (sette scudetti di cui gli ultimi sei consecutivi). E’ quasi un miracolo questa finale per i giallorossi, a inizio campionato rischiavano di sparire (hanno il quint’ultimo budget della Serie A).

Una squadra costruita nel tempo pezzo dopo pezzo, decisivo l’arrivo di Phil Goss da Varese. La squadra del miracolo è  nata ad agosto quando oltre a Goss arrivarono il play Jordan Taylor e Oladimeji Lawal, centro americano di passaporto nigeriano di 205 di grande prestanza fisica sotto canestro, vera rivelazione del cammino della Virtus, tanto da essere già stato segnalato dai talent Nba.

L’ultimo innesto è stato appena un mese fa Bryan Bailey. ”Abbiamo fatto qualcosa di impensabile a inizio stagione” dice il tecnico Marco Calvani, che adesso a questo scudetto ci crede eccome: ”Ci siamo e vogliamo provarci, fino alla fine”.

”Loro sono più pronti, più abituati di noi, Ma possiamo farcela, cercheremo di riscrivere la storia. Ma saremo orgogliosi comunque vada”, carica la squadra il capitano Gigi Datome, che per esserci si è  decurtato lo stipendio.

Dopo questa finale partirà  per la Nba, destinazione Boston.

Ma prima c’è  Siena, una squadra esperta, più  abituata di Roma alle grandi sfide. In panchina ora c’è Banchi, ex vice di Pianigiani.

”Ci avviciniamo a questo ultimo atto della stagione con grande orgoglio ed euforia per aver vissuto una stagione straordinaria sotto il profilo tecnico ed emotivo, premio per il nostro club, giocatori, staff e tifosi che non hanno mai mancato di farci sentire il loro supporto – dice l’allenatore -. Roma ha saputo confermare durante i playoff quanto di buono espresso nel corso di quest’anno e vorrà sfruttare il vantaggio del fattore campo fin da questi due primi incontri. La mia speranza è  quella di andare oltre i nostri limiti per riuscire a superare un ostacolo cosi’ impegnativo, con la consapevolezza che questa serie potra’ essere molto equilibrata”.

In campo le stelle sono Brown, Moss, Eze e soprattutto Hackett, un altro azzurro come Datome. Un altro destinato a un grande futuro. C’è anche molta Italia in questa finale scudetto.