Agnelli: “La Juve è con Antonio. E’ e sarà il nostro tecnico” Conte: “Perquisito senza essere sentito, perché?”

Pubblicato il 28 Maggio 2012 18:57 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2012 19:12

Antonio Conte(LaPresse)

TORINO – Uno è sicuro e dice che Antonio Conte è e sarà l’allenatore della Juventus anche per i prossimi anni. L’altro, il diretto interessato, si dice innocente, ma ha la voce rotta e fatica a trattenere le lacrime. Sono Andrea Agnelli e Antonio Conte, presidente e allenatore della Juventus, che decidono di parlare nel giorno in cui esplode un nuovo filone del calcio scommesse, che porta in carcere diversi calciatori tra i quali il capitano della Lazio Stefano Mauri e che vede indagati due tesserati della Juventus, Conte e il difensore Leonardo Bonucci.

Nei confronti di Conte, in particolare, l’ipotesi di reato contestata dai magistrati di Cremona, che hanno anche perquisito la sua abitazione, è quella di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Reato che “tradotto” in giustizia sportiva, potrebbe costare al tecnico, in caso di condanna, una squalifica fino a tre anni.

“Il quadro – esordisce Agnelli che parla per primo- è estremamente preoccupante per il mondo del calcio e lo seguiamo con apprensione e amarezza. Ma allo stato di quanto sappiamo oggi non risulta che Antonio Conte faccia parte di questo quadro preoccupante”.

La difesa di Agnelli è si basa su tre motivi che il presidente elenca in ordine. In primo luogo, spiega, dai  ” fatti che abbiamo letto il ruolo attribuito a lui (Conte, ndr) è vicino all’insignificante” . “Due – prosegue il presidente – perché la società conosce Antonio e tre perché io conosco Antonio da 20 anni e i suoi valori di onestà e integrità li ho sempre visti”. 

Agnelli evita la polemica con la magistratura di Cremona: “E’ altrettanto giusto che in questa fase esprimere agli inquirenti il nostro rispetto per il lavoro che stanno portando avanti, ma lo stesso rispetto lo esprimiamo per le persone coinvolte che ora si trovano in una situazione di debolezza”.

Quindi Agnelli ricorda l’altro tesserato della società indagato: “La Juve e io personalmente siamo a fianco di Antonio e siamo a fianco di Leonardo Bonucci. Leonardo sa reggere le pressioni, gli auguro di giocare uno splendido europeo. Vorrei concludere cercando di bloccare ogni illazione: “Antonio è e sarà il nostro allenatore. Abbiamo una Champions da giocare e lui ci guiderà””.

Dopo Agnelli a parlare è Conte. Il tecnico è teso, la voce è rotta e sembra sul punto di piangere. Però Conte resiste e spiega: “Inizio col dire che la mia storia ha sempre mostrato integrità e correttezza da giocatore come da tecnico. Chi è Antonio Conte lo potete chiedere anche agli avversari. E’ uno che vuole vincere, ma sempre con correttezza. Non dimentichiamo che io ho subito un’aggressione con bastoni davanti a mia moglie e mia figlia di due anni proprio per la mia integrità morale. Col Siena abbiamo vinto un campionato con sacrificio. Ribadisco la mia assoluta estraneità, mia e dei miei calciatori. E’ stata un’annata fantastica e niente e nessuno la rovinerà”

“Sono – prosegue Conte polemizzando con il pm di Cremona Stefano Di Martino- indagato per associazione a delinquere, ho avuto una perquisizione e io non c’ero neanche. La prima domanda che mi è sorta sapete qual’è: perché non sono stato chiamato dal pm di Cremona prima? Mi sarei aspettato almeno di essere sentito prima di adottare certi provvedimenti.”