Bergamo. Ragazzo indiano in campo da basket col turbante: arbitro lo caccia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 15:59 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 15:59
Bergamo. Ragazzo indiano in campo da basket col turbante: arbitro lo caccia

Bergamo. Ragazzo indiano in campo da basket col turbante: arbitro lo caccia

BERGAMO – Cacciato dal campo da basket perché indossava il tipico turbate indiano dei sikh. E’ accaduto a Bergamo durante una partita lo scorso sabato 17 gennaio durante un incontro squadre Roosters Presezzo-Sebino basket Villongo del campionato giovanile.

Un ragazzino indiano del Villongo è entrato in campo col turbante e l’arbitro lo ha fatto uscire. La squadra allora si è schierata con il compagno e ha abbandonato il campo per protesta e ora la Fip, federazione italiana pallacanestro, dovrà decidere se dare la partita per persa al Villongo.

Germano Foglieni, responsabile ufficio gare della federazione italiana basket per le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, ha commentato:

“L’arbitro formalmente ha ragione, però il regolamento andrebbe interpretato con buon senso e sensibilità. Lo sport deve includere, non escludere”.

Poi ha aggiunto:

“La Fiba ha proibito tutti i copricapi più spessi di 5 cm l’estate scorsa, ma poi ha anche emesso una circolare per invitare alla tolleranza nelle categorie non professionistiche e giovanili. E infatti il ragazzo finora ha sempre giocato, non ci sono mai stati problemi. Sabato però ha trovato un arbitro molto attento ai cavilli, diciamo così. Purtroppo la sensibilità non è un principio codificabile”.

A metà gara il Villongo, la squadra del ragazzo, ha deciso di abbandonare il campo per protesta e l’arbitro ora potrebbe chiedere la sconfitta a tavolino (peraltro il Villongo stava già perdendo). Va detto che anche gli avversari del Presezzo hanno solidarizzato, tanto che la partita è poi continuata in modo amichevole – con il ragazzo in campo – una volta che l’arbitro se ne era andato.

Foglieni ha poi concluso:

“Aspetteremo il referto e lo invieremo al giudice sportivo, che speriamo decida con il buonsenso che è mancato in precedenza”.