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Calciomercato Inter: Balotelli va al Manchester City per 28 milioni di euro

Finisce la telenovela. Il Manchester City ha annunciato ufficialmente l’ingaggio di Mario Balotelli.

L’attaccante proveniente dall’Inter ha firmato un contratto di cinque anni e guadagnerà 3,5 milioni di euro l’anno.

Il Manchester pagherà al club nerazzurro 28 milioni di euro per il giocatore che a Manchester ritroverà Roberto Mancini come allentatore.

”Mi dispiace lasciare l’Inter e l’Italia, perchè avrei preferito continuare la mia crescita professionale nel mio Paese”. Lo scrive Mario Balotelli in un comunicato apparso sul suo sito internet, quando manca ormai poco all’annuncio ufficiale del suo passaggio al Manchester City.

”Sto per cominciare una nuova avventura – scrive Balotelli – Vado dove spero di trovare lo spazio per giocare, perchè per me è molto importante: ho bisogno di giocare, di sbagliare, di imparare, e di giocare ancora. E di un ambiente più sereno intorno a me. Lascio alle spalle un anno difficile: ho riconosciuto i miei sbagli, ma credo di essermi trovato spesso al centro di pressioni e critiche che in alcuni casi mi hanno esasperato”.

”Ora penso solo a fare bene nella mia nuova squadra e in premier – ha scritto ancora Balotelli -. Ce la voglio mettere tutta! Ringrazio la mia famiglia, che con tanta pazienza e affetto mi è stata vicina, nei momenti belli e in quelli difficili. Ringrazio il presidente Moratti, la squadra con cui ho condiviso tante vittorie, i tifosi che mi hanno sostenuto, il mio entourage e gli amici”.

Tre stagioni. Ottantasei presenze, 28 gol, bizze a volontà e una messe di titoli in bacheca: tre scudetti, una Supercoppa, una Coppa Italia e una Champions League. Si chiude così, in poco più di 26 mesi – esaltanti e tormentati, tra ripetute contestazioni e provocazioni delle tifoserie avversarie – la storia tra l’Inter e Mario Balotelli, gemma purissima del calcio italiano volata a Manchester alla corte di Roberto Mancini e del suo City.

Un lungo addio, a lungo sussurrato, divenuto realtà dopo il sostanziale via libera del presidente Massimo Moratti, che lo ha definito, nelle scorse settimane, un giocatore dall’indubbio talento ma ”non indispensabile” nei piani interisti. Anzi, utile per rimpinguare le casse in vista dell’entrata in vigore del ‘fair play’ finanziario deciso dalla Uefa.

Tanto vincente e talentuoso quanto sfrontato e irriverente, Balotelli ha iniziato la sua parabola in nerazzurro sotto il segno di Mancini – tecnico amatissimo, che lo ha buttato nella mischia della Serie A poco più che diciassettenne – per concluderla da campione d’Europa, agli ordini di Josè Mourinho, al termine di una stagione esaltante per la squadra, culminata con il ‘triplete’, ma anche con un crescendo di polemiche e incomprensioni con il tecnico portoghese e l’intero gruppo.

Acquistata in comproprietà dal Lumezzane, la punta bresciana – nel suo Palmares milanese anche un tricolore Primavera e un ‘Viareggio’ da sette gol in sei partite – debutta in Serie A il 16 dicembre 2007 in Cagliari-Inter (0-2) e, solo tre giorni dopo, il 19 dicembre, segna le sue prime reti ufficiali con la maglia nerazzurra, realizzando una doppietta in Reggina-Inter (1-4) nell’andata degli ottavi di Coppa Italia. Doppietta bissata, in maniera ben più prestigiosa – il 30 gennaio 2008 – quando le sue reti stendono la Juventus (3-2 per l’Inter a fine gara) nel ritorno dei quarti di finale della Coppa Italia.

Titolare in campionato per la prima volta il 6 aprile 2008 a Bergamo contro l’Atalanta (2-0 per l’Inter), Mario segna subito il suo primo gol in Serie A: a fine stagione 2007-08 saranno 3 i gol in campionato e 4 in Coppa Italia. Entrato nel cuore dei tifosi – che lo ribattezzano Supermario – Balotelli regala giocate sopraffine e reti sia nella stagione 2008-09 (22 presenze e 10 gol: 8 in Serie A, 1 nelle Coppe nazionali e 1 in Champions League) che in quella 2009-10 (26 presenze e 11 gol: 9 in campionato, 1 nelle Coppe nazionali e 1 in Champions League); accompagnate però da insulti ai tifosi e polemiche, incomprensioni con Mourinho e la squadra, punizioni esemplari, fischi, cori offensivi e ‘buu’ in molti stadi.

Diverse, negli ultimi mesi, le ‘marachelle’ del giocatore, culminate con la maglia gettata a terra nella semifinale d’andata di Champions contro il Barcellona; poi, il ritorno del ‘figliol prodigo’ per la volata tricolore e la conquista della Coppa Italia e della coppa dalle grandi orecchie. Sfogliando il ‘libro nero’ 2009-10, il 29 settembre Balotelli si fa espellere e lascia l’Inter in 10 negli ultimi 33′ della sfida di Champions contro il Rubin Kazan scatenando le ire di Mourinho; il 18 novembre confessa ai piccoli pazienti di un ospedale pediatrico milanese di tifare Milan. Il 6 gennaio in casa del Chievo segna il gol partita ed esce applaudendo sarcasticamente il pubblico che lo ha bersagliato di insulti e ‘buu’: ”Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo”, dice.

Da febbraio in poi ‘l’escalation’. Il 16 va al Meazza per seguire la sfida di Champions tra Milan e Manchester United (l’Inter non gradisce, i tifosi ancora meno); il 14 marzo, alla vigilia della trasferta contro il Chelsea, reagisce all’ennesimo richiamo e litiga furiosamente con Mourinho, che lo esclude per motivi disciplinari; il 23 marzo ‘Striscia la notizia’ lo invita a indossare la maglia del Milan: lo fa solo quando pensa che le telecamere non ci siano più, ma di nascosto viene ripreso e le immagini fanno scalpore.

Il 20 aprile, ancora, Supermario insulta tutto il Meazza e getta la maglia per terra al termine della gara vinta 3-1 con il Barcellona: parapiglia con i tifosi nel garage dello stadio e polemiche a non finire che si placano solo al crepuscolo, vincente, della stagione. Ultimo caso – stavolta in veste di vittima – il calcione ricevuto da Francesco Totti nella finale di Coppa Italia con la Roma il 5 maggio, con il capitano giallorosso ad accusare Balotelli di averlo provocato con parole non troppo gentili.

Infine, pochi giorni fa, la prima convocazione nella Nazionale maggiore, per il nuovo corso inaugurato fa Cesare Prandelli. Nell’amichevole con la Costa d’Avorio, martedì scorso, Supermario gioca 60 minuti, si muove bene, azzecca qualche bel tiro, ma mostra solo in parte il suo talento. Ora sotto con l’Inghilterra e suoi tabloid, già pronti a dargli il benvenuto: attenti, ha scritto il Mirror nei giorni scorsi, arriva ”Mad Mario”.

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