La guerra tra Roma e Juventus per Burdisso: in passato Boniek, Capello, Emerson e Davids

Pubblicato il 26 Agosto 2010 13:59 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2010 14:00

Nicolas Burdisso

Doveva essere un giocatore della Roma, molto probabilmente Nicolas Burdisso sarà presto un calciatore della Juventus. Uno sgarbo in piena regola – l’ennesimo tra i due club – con Ranieri furioso e Del Neri a gongolare felice come un bambino.

Così ha deciso l’Inter, che possiede il cartellino dell’argentino e evidentemente ha preferito dare un rinforzo ai bianconeri piuttosto che far prendere quota alle azioni della Roma, che nei pronostici di molti è considerata la vera anti-Inter.

Rosella Sensi farà un ennesimo tentativo in giornata – ha già parlato con Massimo Moratti – ma pareggiare l’offerta di otto milioni fatta dalla Juventus potrebbe non bastare.

Perché la dirigenza bianconera ha pure un accordo col giocatore, che nonostante abbia sempre detto di volere solo ed esclusivamente i giallorossi, davanti a un triennale da quasi tre milioni a stagione sembra abbia cambiato idea.

E Burdisso alla Juve (dopo il recentissimo ingaggio dell’ex giallorosso Aquilani) è solamente l’ultimo degli sgarbi tra bianconeri e giallorossi. Sgarbi che talvolta sono stati vissuti come autentici ”tradimenti”.

Come il passaggio sulla panchina bianconera nel 2004 di Fabio Capello, che trascinò a Torino anche Emerson e Zebina. Curioso che gli sgarbi di mercato siano iniziati sempre con Capello, ma da giocatore. Per quanto nel 1970 il suo passaggio in bianconero fu piuttosto una scelta societaria: partirono per Torino anche Spinosi e Landini, a Roma invece arrivarono Del Sol, Bob Vieri (il padre di Christian) e Zigoni.

Boniperti un giorno ammise di aver tentato di portare in bianconero Ancelotti, allora giovane centrocampista del Parma, e di aver provato anche con Vierchowod: finirono entrambi invece alla Roma (Ancelotti diventò bianconero soltanto da allenatore).

Non gli riuscì nemmeno l’impresa di convincere Liedholm a lasciare Roma per la panchina bianconera.

Per Boniek fu quasi un intrigo internazionale nel 1982. Il polacco aveva già un accordo con la Roma, ma ci furono problemi per il pagamento così finì alla Juventus. I dirigenti bianconeri e quelli giallorossi alloggiavano a Varsavia nello stesso albergo. Il 30 aprile, ultimo giorno utile per il tesseramento, la Roma si ritirò e Boniek firmò per la Juventus, anche se dopo tre anni in bianconero ne passerà altrettanti alla Roma.

Nel ‘94 Moggi, allora consigliere di mercato della Roma, venne incaricato da Sensi di prendere Paulo Sousa, che poi finì invece alla Juve e il presidente giallorosso non la prese bene.

E alla Juve andò anche Ferrara, che era stato corteggiato anche dalla Roma. Poi nel 2002  Sensi ci riprovò con Davids, ma anche questa volta non la spuntò, consolandosi però con Cassano. ”Per Cassano ho fregato la Juve” disse il presidente giallorosso, anche se dovette sborsare parecchio per il genietto di Bari Vecchia.

Ma prima di Burdisso c’è stato due anni fa il caso di Ranieri. Ma quello non fu uno sgarbo alla Roma, semmai al tecnico, che con la squadra terza in classifica venne scaricato senza troppi complimenti, anche se in questo modo pote’ il suo vecchio sogno di allenare la squadra della sua città.

Con buona pace della Roma che dopo una squadra in crisi e l’addio di Spalletti potè riprendere a volare sfiorando il suo quarto scudetto.