Milan, Boateng vuole andare via dall’Italia per razzismo o per l’ingaggio?

Pubblicato il 6 Gennaio 2013 13:36 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2013 13:36

Milan, Boateng vuole andare via dall'Italia per razzismo o per l'ingaggio? (LaPresse)MILANO  – Kevin Prince Boateng vuole lasciare l’Italia per razzismo o per problemi legati al rinnovo del suo contratto che tarda ad arrivare?

Il dubbio è insinuato da “La Stampa”, in un articolo pubblicato nell’edizione odierna.

Dietro alla reazione di Boateng contro la Pro Patria non ci sarebbe solamente la frustrazione per i buu razzisti ma anche un malessere interno dovuto al fatto che il Milan non è disposto a soddisfare le sue richieste economiche. 

”Non è una cosa che può passare inosservata. Ci dormirò sopra le prossime tre notti poi la prossima settimana mi incontrerò con il mio agente Roger Wittmann e valuteremo se ha ancora senso giocare in Italia”.

Questo lo sfogo di Kevin Prince Boateng in un’intervista al quotidiano tedesco ‘Bild’ sui cori razzisti a lui indirizzati nel corso dell’amichevole con la Pro Patria.

Boateng si è detto “fiero” del comportamento dei compagni ma allo stesso tempo ha detto di non essere più disposto a tollerare il razzismo e che avrebbe fatto lo stesso “anche se fosse stato un match di Champions League contro il Real Madrid“.

”Credo che quello di Boateng sia stato uno sfogo in un momento di amarezza. E’ un giocatore importante del Milan che spero nel girone di ritorno faccia meglio che all’andata”.

Parole del tecnico del MilanMassimiliano Allegri,in conferenza stampa. “Paura che vada via? Non credo – ha aggiunto – perché credo che andare via dal Milan non faccia piacere a nessuno”. Su quanto accaduto a Busto Arsizio l’allenatore ha aggiunto che:

Abbandonare anche in campionato? Credo si possa fare poi ci sono gli organi di competenza che devono prendere le decisioni.

Siamo nel 2013 e bisogna prendere decisioni, importanti ed anche non popolari ma vanno prese per il bene del calcio e del Paese per dare un esempio ai ragazzini. Bisogna essere più educati e rispettosi e riportare il calcio ad essere un evento sportivo piacevole”.