Campionato a andamento lento. Pari Juve e Napoli. Ok Inter, Milan e Roma

Pubblicato il 25 Settembre 2011 22:38 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2011 22:38

Schelotto (LaPresse)

ROMA – La prima certezza è che il campionato aspetta tutti: a Milan e Inter sono bastate due vittorie non proprio entusiasmanti per riavvicinare la vetta. Vittorie che, invece, Juventus e Napoli dopo un avvio luminoso hanno improvvisamente smarrito. La seconda (e ultima) certezza è che numeri alla mano il campionato un padrone solitario ce l’avrebbe e sarebbe l’Atalanta. Ci si è messa di mezzo una storia di scommesse dai contorni non chiarissimi (eufemismo) e un giudice sportivo che ai bergamaschi ha tolto sei punti. Senza handicap l’Atalanta di Colantuono sarebbe primo da solo in testa alla classifica con 10 punti. Deve invece accontentarsi di averne quattro che, viste le premesse, è comunque un gran bel bottino.

Nel posticipo di domenica sera arriva la prima vittoria stagionale per la Roma di Luis Enrique. Senza incantare, ma con una punta di concretezza in più, i giallorossi vincono 1-0 in casa del Parma e si portano a 5 punti. Rispetto al pari col Siena la Roma tiene sempre palla e concede occasioni. Stavolta, però, conclude qualcosa di più, anche da fuori e si inizia a intravedere qualche accelerazione. In crescita, dopo un avvio decisamente sotto tono, Osvaldo, autore del gol.

Domenica pomeriggio l’Atalanta ha battuto 2-1 il Novara. Nel giorno in cui non segna Denis ci pensano Schelotto e Cigarini. Poi il Novara accorcia nel finale e con Granoche, teoricamente, pareggia anche. Solo che l’arbitro annulla in modo discutibile.

Non sa più vincere, invece, la Juventus di Antonio Conte bloccata sull’1-1 a Catania. I bianconeri vanno anche sotto grazie al gol di Bergessio. Poi, in avvio di ripresa, ci pensa Krasic a mettere le cose in equilibrio. La Juve, nei minuti che mancano la partita prova a vincerla. Finisce che rischia di perderla e che il pari, a conti fatti, è giusto.

Non vince neppure l’Udinese, fermata 0-0 dal Cagliari. Le due squadre giocano un bel primo tempo, poi calano. Pari giusto anche qua e punticino che consente all’Udinese di passare almeno un’altra domenica in testa alla classifica. Domenica in Friuli arriva il Bologna: la striscia potrebbe proseguire.

La testa della classifica la perde invece il Genoa, punito da un gol in pieno recupero di Moscardelli. A Verona finisce 2-1 per il Chievo. Per i rossoblù, che erano anche andati in vantaggio grazie al solito Palacio, occasione persa.

Nel mucchio delle inseguitrici a 7 punti c’è il Napoli bloccato sullo 0-0 dalla Fiorentina in uno dei tre anticipi del sabato. Nel primo tempo il tridente napoletano non punge e la Fiorentina, sempre di ripartenza, rischia più volte il vantaggio. Nel secondo tempo i viola calano e il Napoli spinge: ci sarebbero anche un paio di rigori (non concessi) per la squadra di Mazzarri. Ma la partita non si sblocca.

Sabato sera arriva anche la prima vittoria stagionale del Milan. Ai campioni d’Italia basta una gemma di Seedorf dopo 5 minuti per battere 1-0 il Cesena. Poi però, la squadra di Allegri non sfonda e si accontenta, anche soffrendo, del massimo risultato con il minimo sforzo.

Due ore prima, ad aprire il turno di campionato, era stata la nuova Inter di Claudio Ranieri. A  Bologna, per i nerazzurri, è arrivata una vittoria alla Ranieri: tanta difesa, ripartenze e grinta. Per il Bologna una sconfitta per 3-1 troppo pesante rispetto a quello che si è visto in campo. Sarà un caso ma con Pazzini titolare l’Inter vince la prima partita della sua stagione.

Non vince, invece, la Lazio di Edy Reja tornato all’Olimpico dopo l’attacco ai tifosi e l’esternazione sulla cornice marcia. Con il Palermo finisce 0-0: partita tattica e bloccata con poche occasioni da gol. La Lazio spinge solo nel finale ma il gol non arriva.

Nello scontro salvezza, infine, il Siena schianta 3-0 il Lecce grazie a due gol di Calaiò e alla rete di destro. Per i toscani è la conferma di quanto di buono fatto vedere in casa della Roma. Per il Lecce, invece, c’è molto lavoro da fare.