F1, Gp di Roma: Montezemolo esterna, Alemanno puntualizza. Ma alla Ferrari non piace neanche un po’

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 19:49 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 19:49

Gianni Alemanno

Il sassolino, qualche mese fa, lo aveva gettato uno dei padroni del vapore, l’organizzatore Bernie Ecclestone. Oggi, nello stagno, o forse sarebbe meglio dire nel “laghetto” dell’Eur, quello che dovrebbe fare da sfondo al Gran Premio di Formula 1 di Roma, sono rotolati massi decisamente più pesanti.

Ha iniziato Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari. E ha iniziato con una considerazione che non è neppure troppo personale ma condivisa da gran parte delle scuderie: “Per il futuro vedo una Formula 1 in cui ci sia al massimo un gran premio per ogni paese. Non di più. I calendari sono troppo lunghi e le difficoltà economiche degli organizzatori eccessive”. Frase che lascia scarsi margini di interpretazione e suona come una bocciatura per la candidatura capitolina. In Italia, infatti, la Formula 1 già c’è. Si corre a Monza, dove esiste storia, tradizione e soprattutto un apposito autodromo. Non esattamente un dettaglio, nella questione.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, tra gli entusiasti del progetto di Flammini, rimane perplesso e, a caldo, annuncia che chiamerà il presidente Ferrari per i “chiarimenti” del caso. La telefonata c’è ed Alemanno qualche ora dopo puntualizza: “Ho parlato con il presidente Montezemolo che mi ha ribadito di non aver espresso nessuna contrarietà a disputare il Gran Premio speciale di Formula Uno a Roma.Mi ha spiegato che le sue frasi riportate oggi dalla stampa erano da considerarsi un riferimento agli orientamenti delle case costruttrici la cui tendenza generale e’ quella di non disputare piu’ di un Gran Premio nazionale per ciascuno Stato o comunque di aumentare il numero annuale delle gare. E’ ovvio, quindi che, trattandosi per Roma di un Gran Premio speciale e su circuito cittadino, questo ragionamento non vada applicato”.

Il ragionamento di Alemanno fila alla perfezione. Infatti non dice nulla di diverso da quanto detto da Montezemolo. Anzi. Il sindaco si limita a dire che il presidente Ferrari “non è contrario” che non vuol dire esattamente “entusiasta”. Poi ripete tutte le perplessità, punto per punto. L’unica cosa nuova che aggiunge Alemanno è la considerazione finale, quella sul “Gran Premio speciale”. Montezemolo non ne aveva fatto cenno.

La cosa curiosa è che, qualche ora dopo, alla “specialità” di Roma non fa riferimento neppure un altro uomo Ferrari, Stefano Domenicali. Cosa dice il “team principal” del Cavallino. Dice le stesse identiche cose di Montezemolo, come se nel frattempo Alemanno non avesse parlato: ”La nostra posizione è molto chiara e non lascia spazio ad eventuali strumentalizzazioni. Il nostro sport va sempre più nella direzione di allargare il numero dei Paesi in cui si svolge un Gran Premio e tutti i team sono d’accordo su questo: sarà quindi inevitabile che non sarà più possibile avere due gare nella stessa nazione”.

Alla Ferrari, insomma, nonostante le precisazioni di rito e i toni smussati, il Gran Premio di Roma sembra proprio non piacere granchè.