Fabio Capello si ritira dal calcio: “Sarò commentatore tv”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 19:05 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 19:05
Fabio Capello si ritira dal calcio: "Sarò commentatore tv"

Fabio Capello si ritira dal calcio: “Sarò commentatore tv” (Ansa)

ROMA – Fabio Capello ha deciso di ritirarsi dal calcio per dedicarsi alla carriera di commentatore televisivo.

 

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Calcio italiano ai margini dell’Europa che conta

 

Serie A apertissima ed emozionante, grazie al testa a testa tra Juventus e Napoli per lo scudetto, ma ancora poco “allenante” nell’Europa che conta. La bocciatura arriva da Fabio Capello che, senza tanti giri di parole, spiega i pesanti ko di bianconeri e Roma nei quarti di Champions: “C’è poca qualità. Se i giocatori migliori non vengono più in Italia, ma anzi vanno a rinforzare le avversarie, il livello del calcio non ha dei buoni insegnanti. Io da giovane ho ‘copiato’ da Suarez, da Massei. Dei grandi, che potevano trasmettere qualcosa. Copiare bene è fondamentale”.

Forse anche per questo è pronto a dire ‘no, grazie’ ad un futuro da Ct azzurro: “Ho fatto le mie esperienze in Inghilterra e Russia. L’Ultima panchina è stata in Cina, allo Jiangsu Suning. Volevo provare ancora una volta ad allenare una squadra. Siamo riusciti a salvare una squadra presa ultima in classifica. Ora mi diletto di più a fare il commentatore, un ruolo in cui si vince sempre” scherza. Roberto Mancini in pole per il posto di Commissario tecnico? Capello gli riconosce “una grande esperienza internazionale, che senz’altro lo aiuterà”.

Ma, ribadisce, il problema è altrove: “Noi allenatori siamo bravi quando abbiamo giocatori di primo livello. E’ molto difficile fare bene con i mediocri. In questo momento all’Italia mancano calciatori che facciano la differenza, dei leader, dei talenti”. Puntare sui giovani è fondamentale, ma bisogna avere il coraggio di metterli alla prova.

“Se non gli fai indossare la maglia azzurra non capisci se il giocatore può affrontare la nazionale. Il salto dalla serie A è molto grande. Servono più personalità, più qualità, più velocità mentale. Per questo ci sono giocatori attuali, grandi in A, che in azzurro spariscono. Quindi la cosa più importante è provarli, tentando anche qualche esperimento”.