Il Foggia di Zeman guida la rivolta contro gli arbitri: “Contro di noi insulti e bestemmie, ribellatevi”

Pubblicato il 4 Aprile 2011 - 17:30 OLTRE 6 MESI FA

Zdenek Zeman (foto LaPresse)

FOGGIA – Bestemmie, insulti e intimidazioni contro i giocatori. E in più, ma se fosse tutto confermato, passa quasi in secondo piano, il classico “rigore netto” non dato. Succede in Lega Pro e succede con protagonista, suo malgrado, il Foggia di Zdenek Zeman, sconfitto domenica pomeriggio 1-0 sul campo del Siracusa.

Il risultato complica non poco la rincorsa della squadra di  Zeman ai playoff della Lega Pro e rimette in gioco anche i Siciliani. Ma non è questo il punto. Secondo il Foggia, domenica, a Siracusa  c’era un arbitro, il signor Gianluca Barbiero di Vicenza, che dovrebbe cambiare mestiere.

Così, a partita finita, la società pugliese dirama un comunicato feroce: “Se il signor Barbiero Gianluca di Vicenza è in buonafede, per noi deve smettere di arbitrare; al contrario, se egli fosse in malafede allora andrebbe radiato. Restiamo comunque convinti della sua incapacità a dirigere un incontro di calcio”.

Segue poi, ma questo è più “normale”, l’elenco dei torti subiti dal Foggia in questo anno di campionato, errori che non hanno impedito ai pugliesi di essere comunque a ridosso delle prime nonostante una squadra inventata “dal nulla” nella seconda metà di agosto.

Quello che colpisce, però, è la natura del reclamo. Non è tanto il rigore non dato a far infuriare Zeman & co, ma le bestemmie e le intimidazioni che Barbiero avrebbe riservato ai foggiani: “La regola  –  spiega ancora la società –  vuole che, se un calciatore bestemmia in campo, deve essere immediatamente allontanato dal terreno di gioco; allora è giusto che lo stesso metro di giudizio venga utilizzato nei confronti di chi è incaricato a far si che ciò non avvenga”.

Il Foggia, quindi, si propone come guida anche per le altre società che non vogliono subire passivamente: “Non accettate supinamente arbitraggi come questo, ma ribellatevi. La classe arbitrale è da noi pagata e non possiamo permettere loro di decidere liberamente le sorti dei campionati, come già accaduto in passato”. Battaglia improba, penserà qualcuno. Per Zeman, però, non è di certo la prima volta.