Serie A: Genoa blocca Milan (1-1), Parma sbanca Napoli (1-0). Derby al Chievo

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 23 Novembre 2013 - 23:45 OLTRE 6 MESI FA
Formazioni Serie A: Milan-Genoa, Verona-Chievo e Napoli-Parma (anticipi sabato). Massimiliano Allegri nella foto LaPresse

Formazioni Serie A: Milan-Genoa, Verona-Chievo e Napoli-Parma (anticipi sabato). Massimiliano Allegri nella foto LaPresse

ROMA – Risultati a sorpresa negli anticipi della tredicesima giornata di Serie A.

Il Chievo, sfavorito alla vigilia, ha vinto il derby contro il Verona grazie ad un gol di Lazarevic al 92′.

Partita maiuscola da parte del Genoa che, in dieci uomini per gran parte dell’incontro, ha imposto l’1-1 al Milan.

Gilardino, dagli undici metri, ha risposto alla rete di Kakà. Mario Balotelli si è fatto ‘ipnotizzare’ da Perin e ha fallito il suo secondo rigore in carriera dopo quello contro il Napoli.

Il Parma ha sbancato il San Paolo grazie ad una rete di Antonio Cassano nello ‘stadio di Maradona’.

Risultato pesante per i partenopei che adesso potrebbero essere distanziati in maniera importante da Juve e Roma.

Risultati e marcatori.

MILAN-GENOA 1-1, gol: Kakà 4′, Gilardino 8′ rigore   

Gelo a San Siro in campo e fuori: il Milan affronta il Genoa accolto da striscioni insultanti e intimidatori. Pareggia 1-1 con la squadra di Gasperini che gioca una partita quasi eroica: il Genoa, in dieci per oltre un tempo, riesce a portare a casa un punto pesantissimo. Balotelli sbaglia un rigore e alla fine fischi, insulti, minacce, lancio di oggetti in campo per una protesta durissima della Curva del Milan. ”Vi aspettiamo fuori”, l’ultimo striscione. Ce n’e’ per tutti: la Sud accusa la dirigenza di pensare soprattutto ai propri giochi di potere, mentre la squadra scivola verso la bassa classifica, Constant di essere ‘pagliaccio e arrogante’, Allegri per la qualita’ del gioco. Gli ultras ricordano il grande Milan e invitano i giocatori a ‘sputare sangue’ altrimenti ‘c’e’ da aver paura’.

I rossoneri vivono un momento complicato e triste, difficile e anche sfortunato accompagnato da inquietanti presagi. Mexes ha un problema all’occhio sinistro poco prima del fischio di inizio che lo costringe a una precauzionale corsa in ospedale, al suo posto Bonera. Massimiliano Allegri, l’allenatore perennemente sulla graticola, schiera Kaka’ trequartista dietro Balotelli e Matri. L’atmosfera e’ da ultima spiaggia. Gasperini risponde con Gilardino unica punta. Il Genoa e’ in serie positiva grazie al nuovo allenatore. La partita non e’ facile anche se l’inizio lascia sperare i tifosi che arrotolano (momentaneamente) gli striscioni: al 3′ Muntari lascia partire un bolide troppo centrale ma al 4′ e’ Kaka’ a portare in vantaggio il Milan.

Splendido lancio di De Jong a pescare il brasiliano che mette in rete con grande classe e eleganza. Colpevole la difesa genoana che becca una serata davvero negativa di Manfredini. Sembra la svolta, la risalita ma all’8′ l’arbitro Gervasoni fischia il rigore per il Genoa per un fallo di Emanuelson su Fetfatzidis: trasforma Gilardino. Il Milan cerca di scuotersi, prova a reagire e lo fa soprattutto con Balotelli che tenta la rovesciata, poi con Matri che cerca il pallonetto quando vede Perin fuori dai pali, ancora Balotelli angola molto per un tocco in extremis dell’estremo difensore. Al 35′ potrebbe arrivare il vantaggio: Balotelli cade in area per l’intervento di Manfredini.

Cartellino rosso per il difensore e rigore per il Milan. Balotelli sul dischetto: il penalty e’ debole, decisamente sbagliato, Perin para senza grandi difficolta’. Un errore che ha dell’incredibile, il secondo di fila in campionato per Balotelli, una macchina perfetta che si e’ nuovamente inceppata. Ancora una volta, il Milan sembra in balia degli eventi. Tutto da rifare per i rossoneri che con rabbia vanno inutilmente a caccia del vantaggio. Matri fallisce un gol praticamente fatto ed e’ l’emblema del momento difficile del Milan che va al riposo tra i fischi del pubblico gia’ inferocito. Il secondo tempo mostra un Milan confuso, disordinato, inefficace con il Genoa che si difende strenuamente grazie a uno stratosferico Perin. I rossoneri sono appannati con un attacco sterile e un Balotelli che non graffia. Tante le occasioni sciupate a conferma di una totale assenza di lucidita’: la sfortuna c’entra ma non troppo.

La classifica langue con soli 14 punti. Matri colleziona occasioni perse, Balotelli cerca inutilmente il colpo di testa vincente (15′). Tenta Birsa – entrato al posto dell’infortunato Muntari – la conclusione da fuori. Il Milan calcia in porta piu’ e piu’ volte anche con Kaka’, il migliore della sua squadra. Sul finire e’ assedio e Zapata sbaglia anche l’ultima chance. Il Genoa festeggia, San Siro protesta.

Il Milan e’ in crisi profonda, Allegri in bilico, i tifosi in subbuglio: accuse violente come non si vedeva da tempo. Niente gira come dovrebbe:

il duro confronto Galliani-Barbara Berlusconi non va giu’ al popolo rossonero che lo considera una telenovela andata in onda nel momento peggiore, la squadra esprime un gioco mediocre, l’astro Balotelli non brilla piu’ e la sua leadership e’ davvero incrinata. Gli altri annaspano, Matri si rivela un’altra amara delusione, si salva Kaka’ ma e’ troppo poco per un piccolo Milan.

Milan (4-3-1-2) : Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Emanuelson; Poli, De Jong, Muntari; Kakà; Matri, Balotelli. A disp.: Gabriel, Coppola, Bonera, Silvestre, Constant, Cristante, Saponara, Birsa, Niang, Robinho. All.: Allegri.

Genoa (3-4-3) : Perin; Antonini, Portanova, Manfredini; Vrsaljko, Matuzalem, Biondini, Sampirisi; Fetfatzidis, Gilardino, Antonelli. A disp.: Bizzarri, De Maio, Gamberini, Bertolacci, Marchese, Lodi, Cofie, Centurion, Stoian, Calaiò, Santana, Konate. All.: Gasperini.

NAPOLI-PARMA 0-1, gol: Antonio Cassano 81′  

Una sconfitta dura, pesante, che lascia il segno. Il Napoli perde l’imbattibilità casalinga e cede il passo ad un Parma ordinato, preciso, tatticamente perfetto. I tifosi partenopei riservano alla loro squadra una sonora bordata di fischi a fine gara.

E’ la prima contestazione della stagione. D’altronde quella di stasera per gli azzurri è una caduta rovinosa, che viene alla vigilia di una partita, quella di martedì prossimo a Dortmund contro il Borussia, che potrebbe valere un’intera stagione. Ci pensa Antonio Cassano, con un’azione ed una conclusione da manuale, a regalare agli emiliani una vittoria che rilancia il Parma in classifica. Una vittoria meritata per la squadra di Donadoni.

Il Napoli non riesce mai a rendersi pericoloso e non inquadra la porta. La squadra di Benitez sembra la fotocopia di quella che due settimane fa si arrese, quasi senza lottare, allo Juventus Stadium. Il Parma, invece, è ben organizzato, ha un gioco lineare e redditizio: massima copertura a centrocampo e tentativi in contropiede con la velocità di Biabiany e di Sansone e l’inventiva di Cassano. Gli emiliani sono abili nel giocare costantemente con tutti i centrocampisti dietro la linea della palla, ogni volta che il Napoli propone l’azione offensiva.

Ai limiti dell’area di rigore Donadoni dispone cinque uomini che fanno densità insieme con i tre difensori. In questa condizioni per il Napoli è difficile passare, anche perchè le linee laterali sono intasate ed i due esterni della squadra di Benitez, Insigne e Callejon, non sono in una delle loro migliori giornate.

Il più intraprendente tra gli azzurri è Armero che, dal suo lato, riesce in qualche occasione a creare anche la superiorità numerica. A centro area, però, i difensori parmensi riescono sempre ad anticipare Higuain e Pandev e, tutto sommato, Mirante non corre grandissimi pericoli.

Nella prima frazione di gioco il Napoli si avvicina alla marcatura una sola volta con Higuain che sfrutta un’indecisione di Felipe, si impossessa del pallone, ma conclude addosso al portiere. Dall’altra parte, invece, Sansone fallisce la deviazione vincente in prossimità del dischetto, senza contrasto degli avversari, dopo un traversone rasoterra proveniente da destra.

Nella ripresa gli azzurri mantengono una supremazia sterile, ma quando è il momento di fare male, il Parma trova i tempi giusti. L’occasione perfetta si presenta a Cassano, grazie ad un errore di Insigne sulla trequarti che innesca il contropiede degli avversari.

E Fantantonio non smentisce la sua classe e la sua abilità balistica. Al Napoli non resta che leccarsi le ferite e cercare, soprattutto, di trovare la giusta reazione in Champions League.

NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Britos, Armero; Inler, Behrami; Callejon, Pandev, Insigne; Higuain. A disposizione: Rafael, Colombo, Reveillere, Cannavaro, Uvini, Fernandez, Dzemaili, Radosevic, Hamsik, Zapata, Mertens. Allenatore: Rafael Benitez.

PARMA (3-5-2): Mirante; Cassani, Felipe, Lucarelli; Biabiany, Gargano, Marchionni, Parolo, Gobbi; Cassano, Sansone. A disposizione: Bajza, Coric, Paletta, Mendes, Mesbah, Obi, Acquah, Benalouane, Munari, Valdes, Amauri, Palladino. Allenatore: Roberto Donadoni.

Arbitro: Mazzoleni. Assistenti: Paganessi-Schenone. IV: Nicoletti. Add1: Irrati. Add2: Pairetto.

VERONA-CHIEVO 0-1, gol: Lazarevic 92′.

Nel primo anticipo della 13esima giornata di serie A, il Chievo si aggiudica per 1-0 il derby con il Verona con una rete, a tempo scaduto, di Lazarevic.

Nessuna occasione da gol particolarmente ghiotta nei primi 45 minuti, caratterizzati pero’ da due decisioni arbitrali del signor Guida, che al 5′ annulla per un fuorigioco inesistente il vantaggio del Chievo, con un gol al volo di Cesar su palla scodellata al centro di Drame’, e al 29′ non concede un rigore per un tocco di mano nella sua area sempre del difensore sloveno.

Poco altro da raccontare, tant’e’ che la prima, autentica occasione da rete capita al 17′ della ripresa: Thereau salta Moras al centro, si infila in area ma, a tu per tu con Rafael, spreca tutto mandando a lato.

E’ il Chievo che ora sa farsi pericoloso, come al 27′, quando una conclusione di Hetemaj, deviata da Maietta, per poco non si insacca nel sette.

O come al 37′, quando Radovanovic fa la barba al palo con un tiro sporcato da Albertazzi. Finale vibrante e teso, con Radovanovic che, al 40′, tira centralmente trovando pronto Rafael.

Nell’ultimo minuto di recupero, arriva la rete decisiva del Chievo con Lazarevic. Corini, dunque, debutta con un successo prezioso nel derby che permette al Chievo di muovere ulteriormente la classifica, che ovviamente resta lacunosa con soli 9 punti. Il Verona, deludente in fase offensiva, resta comunque nei piani altissimi della graduatoria.

VERONA (4-3-3): Rafael; Romulo, Maietta, Moras, Albertazzi; Jorginho, Donati, Hallfredsson; Gomez, Toni, Iturbe. A disp.: Mihaylov, Laner, Martinho, Cacia, Jankovic, Cirigliano, Gonzalez, Marques, Sala, Cacciatore, Donadel, Agostini.

CHIEVO (4-5-1): Puggioni; Frey, Dainelli, Cesar, Dramè; Sestu, Radovanovic, Rigoni L., Hetemaj, Estigarribia; Thereau. A disp.: Squizzi, Silvestri, Bernardini, Kupisz, Lazarevic, Pamic, Sardo, Acosty, Papp, Paloschi, Ardemagni, Da Silva. All.: Corini.