Il calcio balla sul Titanic: sommerso dai debiti batte cassa ma il Governo ignora tutte le richieste. Come finirà?

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 24 Ottobre 2021 8:55 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2021 23:16
Il calcio balla sul Titanic: sommerso dai debiti batte cassa ma il Governo ignora tutte le richieste. Come finirà?

Il calcio balla sul Titanic: sommerso dai debiti batte cassa ma il Governo ignora tutte le richieste. Come finirà?

Il calcio in Italia balla sul Titanic. È sommerso dai debiti, batte cassa, ma il governo Draghi ha finora ignorato tutte le sette richieste della FIGC e della Lega serie A.

Supermario, con il Consiglio dei ministri, ha respinto persino il riconoscimento della sospensione dei versamenti fiscali “arrivati in ritardo“ al Tesoro. Niente da fare. Ovvia la delusione e la rabbia degli sconfitti. Duro il commento di Gabriele Gravina presidente della Federcalcio.

“Pretendiamo rispetto e dignità come tutti gli altri settori del Paese”. Immediata la replica di Valentina Vezzali, Sottosegretario allo Sport: “Conosco bene i problemi del calcio e lavoriamo per sostenerlo“.

In Federazione tuttavia non si dispera convinti che la partita sia ancora aperta. Ripetono nei palazzi del calcio di non voler ristori – e ci mancherebbe – ma manovre fiscali “ che allo Stato non  costerebbero proprio nulla “. Ma tant’è. Il Governo è dubbioso sugli aiuti al calcio, pur non sottovalutando la dimensione sociale  ed economica dell’industria del pallone.

Il momento è delicato, cruciale. E il tema caldo, accentuato dal fatto che siamo in autunno, snodo fondamentale per tutte le scelte di politica economica. Basti pensare alla individuazione dei criteri del Recovery Plan ( il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) promosso dall’Europa per la ripartenza dell’Italia. In tutto 222,1 miliardi, una parte dei quali in arrivo. Briciole allo Sport : 300 milioni per le palestre,700 per l’impiantistica sportiva.

Le perdite pallonare dovute al Covid sono notevoli. Si calcolano 1,2 miliardi. La biglietteria è la più colpita, ha perso 341 milioni, 302 solo in serie A. Sono calati i ricavi degli sponsor, gli ammortamenti e svalutazioni registrano una perdita di 221 milioni, le plusvalenze 326. Insomma, la pandemia ha messo alle corde il calcio italiano. Senza interventi immediati delle istituzioni – insistono FIGC e Lega – si rischiava di perdere un patrimonio. Il calcio in rosso batte cassa. I club sono in affanno mentre gli agenti dei calciatori sono sempre più ricchi.   Un disastro. Molti se la prendono  con le società cicala essendosi indebitate con stipendi e folli commissioni ai procuratori. Troppo facile  anche se comprensibile. Però non va dimenticato  che il calcio è una attività economica ( produce redditi ) e sociale ( intrattiene, diverte ). Certo è imperfetto ma paga le tasse e tiene in piedi il resto dello sport italiano che senza il calcio non sopravvivrebbe. Per il Governo è un problema serio, complicato. E il calcio sta ballando sul Titanic. Una brutta storia.