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Serie A, Lazio-Milan 4-1: Immobile tripletta che demolisce Montella

Serie A, Lazio-Milan 4-1: Immobile tripletta che demolisce Montella

Serie A, Lazio-Milan 4-1: Immobile tripletta che demolisce Montella
ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA – Uno show con tripletta e il Milan sparisce. Ciro Immobile si prende la scena all’Olimpico e gli applausi sono tutti per lui, irresistibile nel trascinare la Lazio (tre gol e un assist) al successo sui rossoneri, per la prima volta in questo inizio di stagione alla mercé degli avversari.

E’ bastata la classe e l’intuito da gol del suo attaccante di razza ai biancocelesti per sbaragliare la squadra di Montella (4-1) sul prato dell’Olimpico.

Dove è andata in scena una doppia sfida, considerando il diluvio che si era abbattuto sulla capitale fin dalla mattina e che aveva fatto temere per la regolare disputa del match. Solo un’ora di rinvio e tutto è filato liscio sia dentro (eccellente la tenuta del manto erboso dell’impianto), sia fuori il Parco del Foro Italico.

Sul campo hanno vinto meritatamente i biancocelesti: al di là dei meriti di ‘Super Ciro’, la squadra di Inzaghi si è dimostrata decisamente più squadra dei rossoneri e cinica quanto basta nelle occasioni clou: merito del suo cecchino d’oro ma anche della sagacia tattica del tecnico piacentino che ripropone il modulo vincente di Supercoppa, disegnato a forma di 3-4-2-1. Anche per gioco forza, visto le assenze di F.Anderson e Nani (in tribuna).

D’altronde non si può affrontare il Milan tutto muscoli e corsa di Kessie, Montolivo e il fischiatissimo Biglia se si vuole mantenere la buona tradizione contro i rossoneri all’Olimpico: una sola sconfitta negli ultimi 7 match. Nel Milan, confermate le anticipazioni della vigilia: 4-3-3 con Calabria preferito ad Abate e Borini a dar manforte a Suso.

Anche senza le ali, alla Lazio basta il suo centravanti per mettere a nudo i limiti di una difesa rossonera orfana di Romagnoli e Conti. E stavolta nemmeno il talismano Cutrone, preferito da Montella ad Andrè Silva e Kalinic, porta fortuna. Pronti via e i biancocelesti dopo nemmeno un quarto d’ora sono costretti a fare il primo cambio per l’infortunio di Wallace.

Entra Bastos che dopo nemmeno 1′ ha anche la palla del vataggio ma Bonucci spazza a mezzo metro dalla porta sguarnita. Biglia, per la prima volta titolare dal 1′, è l’ombra del giocatore ammirato qui per tre anni e i fischi degli ex tifosi lo lasciano sempre poco lucido nei momenti clou.

La Lazio al 25′ reclama anche un rigore su Luis Alberto, Rocchi lascia correre e fa bene perchè è lo spagnolo a cercare la gamba di Musacchio. Per mezzora il match sonnecchia, tanti falli e zero occasioni. Serve un episodio per farla decollare: arriva al 37′ per un entrata di Kessie su Luis Alberto, rigore (senza Var) e gol di Immobile.

Che da quel momento in poi si trasforma in un cecchino infallibile, prima sfornando a fine primo tempo un tiro al volo da urlo su cross di Lulic (tra i migliori) e poi a inizio ripresa (3′) finalizzando alla perfezione uno splendido assist di Parolo (espulso nel recupero per doppio giallo).

Non basta, perchè due minuti dopo, al termine di una sgroppata a tutto campo Super Ciro riesce a regalare la palla della quaterna a Luis Alberto, tutto solo davanti all’incolpevole Donnarumma.

Uno choc per Montella, quasi incredulo a bordo campo: ha solo la forza di spedire dentro Kalinic e Calhanoglu (per Borini e Cutrone) e vedere la sua squadra almeno firmare il gol della bandiera (ma col solito Immobile vicino alla quaterna e Lukaku a un passo dal 5/o sigillo). Un po’ pochino dopo 200 milioni spesi al calciomercato.

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