Leonardo Bonucci piange per Astori: “Lo porterò sempre con me”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 marzo 2018 21:57 | Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2018 21:57
Leonardo Bonucci (foto Ansa)

Leonardo Bonucci (foto Ansa)

MILANO – Il Milan ha perso con l’Arsenal ma Leonardo Bonucci è triste soprattutto per non aver potuto salutare per l’ultima volta Davide Astori:

Non ho avuto la possibilità di farlo – ha detto il difensore del Milan ai microfoni di Sky Sport – Davide era un numero uno in tutto, mi ha toccato tantissimo la sua scomparsa improvvisa. Non sono riuscito ad andarlo a salutare, ma lo porterò sempre con me. E’ un grande uomo”. Troppa la commozione, tanto da dover interrompere l’intervista per tornare negli spogliatoi.

Il motivo dell’assenza al funerale di oggi a Firenze, ovviamente, la partita con l’Arsenal, che non è andata come Bonucci e i suoi compagni avrebbero voluto: “Nel primo tempo sicuramente è subentrata un po’ di ansia e di paura, affrontavamo tanti grandi giocatori – aveva raccontato in precedenza – tutto fa esperienza. Ora è difficile, ma nel calcio tutto è possibile. Impariamo da questo primo tempo che non si può non attaccare una squadra, dovevamo essere più bravi. Andando a Londra con lo spirito del secondo tempo possiamo ancora fare risultato. Ci è mancato il coraggio di prenderci le responsabilità, sia nel possesso palla che quando c’erano da chiudere traiettorie di passaggio nella fase difensiva. Poi nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, concedendo una sola occasione su nostro errore. Nei passaggi e nei controlli potevamo fare meglio”. Tanti gli errori, soprattuto tecnici: “E’ stata generale questa situazione, in tanti abbiamo sbagliato tecnicamente. Nel primo tempo eravamo troppo ansiosi, avevamo timore di giocarcela. Nella ripresa ci siamo sbloccati e abbiamo fatto meglio. In queste partite serve coraggio, hai davanti calciatori che possono fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Questo va evitato. Merito comunque all’Arsenal per la partita fatta. Squadra pesante? Non è stato un problema fisico, alla fine è la testa che muove tutto”.