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L’Italia del calcio fa un miracolo dei suoi: il pari al 98esimo e ora la Svizzera

Miracolo Italia! Con un finale da brividi gli azzurri passano il turno e vanno agli ottavi di euro 2024. Serviva un punto e questo è arrivato al 98esimo quando ci sentivamo già in fondo al pozzo. Partita thrilling: rigore parato da Donnarumma, unghiata mortifera di Modric e gol capolavoro di Zaccagni che, con la magia finale, ci consegna il turno con la Svizzera (sabato 29 giugno).

È un’Italia strappacuore. La certezza del passaggio è arrivata alla fine del recupero, più precisamente all’ottavo minuto di recupero. Più bello di così si muore. Il cammino dell’Italia continua. La batosta con la Spagna riscattata all’ultimo respiro da un lampo d’orgoglio con la Croazia. In 4 giorni Spalletti ha rimodellato negli uomini e l’assetto tattico di una Italia che ha saputo reagire e far felici i 10.000 tifosi sugli spalti.

Lo stellone Italia c’è ancora

Il gol di Zaccagni è stato di una bellezza assoluta e ha spento il sogno croato: azzurri agli ottavi per il rotto della cuffia. È stato un drammone a lieto fine: un 1-1 indimenticabile che non ha cancellato la mediocrità del team azzurro ma ha riscoperto l’antico stellone. L’Europeo dell’Italia incredibilmente continua. Ora Spalletti deve inventarsi qualcosa per la Svizzera. Come dice Leo Turrini: ”Scampato l’osceno pericolo, resta vero quanto ci siamo detti dopo la figuraccia con la Spagna. La nostra Nazionale non ha fuoriclasse né la creatività delle Furie Rosse”.

Ma per fortuna il calcio è fatto anche di altre cose. La fantasia ad esempio, ed è quella che ci ha salvato ancora una volta. Il primo gol azzurro di Zaccagni non si dimentica più. Dice Mattia: ”È un sogno. Non avevo capito che quella fosse l’ultima azione. Questo è un momento bellissimo che porterò sempre con me. Siamo stati bravi e abbiamo fatto una grande ripresa. Calafiori mi ha dato una palla perfetta per calciare di prima e non ci ho pensato un attimo a cercare l’incrocio”. Tiro a giro perfetto. La notte di Lipsia entra nella storia.

Terza Italia diversa

Dopo Albania e Spagna, Spalletti ha confezionato una terza Italia con 3-5-2- senza un vero regista. Ha centrato i cambi fondamentali nell’assetto finale. Almeno 6 uomini però sono stati al di sotto del loro standard: Darmian, Jorginho, Pellegrini, Dimarco, Raspadori, Frattesi. Tutti gli altri oltre la sufficienza: Zaccagni e Donnarumma su tutti. Poi la rivelazione Calafiori (splendida la discesa finale che ha creato il gol di Zaccagni), il granitico Bastoni, il cuore di Di Lorenzo, la generosità di Barella (ha vinto il duello con Kovacic).

Infine Regegui e Chiesa: l’italo-argentino è un centravanti di una volta, difende palla e fa salire la squadra. Chiesa, entrato al posto di Dimarco, si è piazzato largo a destra dando profondità; è sembrato migliorato. Conclude Spalletti: ”Bisogna crederci fino all’ultimo secondo. Questo è il calcio. Ora dobbiamo sistemare qualcosa”.

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