Caso Lotito-Zarate, i tifosi laziali minacciano Filippo Roma e suo figlio per il servizio delle Iene

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 30 Maggio 2020 14:47 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2020 14:47
Caso Lotito-Zarate, i tifosi laziali minacciano Filippo Roma e suo figlio per il servizio delle Iene

Caso Lotito-Zarate, i tifosi laziali minacciano Filippo Roma e suo figlio per il servizio delle Iene (foto Ansa)

ROMA – Il servizio delle Iene sul caso Lotito-Zarate (qui i dettagli) non andrà in onda perché la trasmissione televisiva vuole dare la possibilità al patron della Lazio di difendersi ma nonostante questo l’inviato Filippo Roma è stato minacciato pesantemente sui social network. 

I tifosi biancocelesti, con delle offese irripetibili, lo hanno accusato di voler destabilizzare il loro ambiente a causa della sua fede calcistica giallorossa.

Filippo Roma ha voluto rispondere a questi tifosi laziali attraverso un lungo post pubblicato su Facebook.

“Ho girato un servizio che racconta di una presunta frode fiscale, avvenuta anni fa, legata al pagamento dello stipendio di Zarate da parte della Lazio.

Per questo motivo sono stato accusato di faziosità da molti tifosi bianco celesti in quanto e’ noto che io sia romanista.

Io capisco che questa circostanza possa generare dubbi e rabbia.

Però sia chiara una cosa.

Non ho realizzato questa inchiesta perché sono un anti laziale ma semplicemente perché ho fatto il mio mestiere di inviato.

Mi e’ arrivata nelle mani questa storia e l’ho raccontata.

Se la stessa vicenda avesse riguardato la Roma, state certi che il servizio lo avrei realizzato lo stesso.

Perché chi fa il mio lavoro, quando si imbatte in una notizia, non può che diffonderla, cosi come fa il centravanti che, quando riceve l’assist, non può che tirare in porta.

Detto questo, molti tifosi della Lazio mi stanno travolgendo di messaggi.

Ci sono molti sfottò che mi fanno anche ridere, parecchie ingiurie che tuttavia non mi offendono perché non sono permaloso.

Poi ci sono minacce, che accolgo con poco favore, tra cui, purtroppo, alcune arrivate direttamente a mio figlio Francesco.

E queste, da padre, mi preoccupano.

Tra l’altro, ironia della sorte, lui e’ anche laziale.

E’ nato nel pomeriggio del 14 Maggio del 2000 esattamente negli stessi minuti in cui la Lazio stava vincendo il suo secondo scudetto.

Questo avvenimento lo ha considerato da sempre un segno del destino al quale non poteva sottrarsi e al quale neanche io potevo oppormi.

Ora.

Se volete, continuate tranquillamente a criticare, a sfottermi anche ad offendermi.

Ma lasciate perdere le minacce, soprattutto nei confronti di mio figlio.

Anche perché già mi sono rivolto alle autorità competenti per denunciare la cosa e non esiterò a farlo di nuovo se dovessero arrivare altri messaggi del genere”.