Milan, Berlusconi scarica Mihajlovic: i possibili sostituti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2015 18:58 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2015 18:58

Milan, Berlusconi scarica Mihajlovic: i possibili sostituti

Sinisa nella foto LaPresse

MILANO – Silvio Berlusconi avrebbe scaricato Sinisa Mihajlovic dopo gli ultimi risultati deludenti del Milan e starebbe pensando già al suo sostituto. Ne parla La Repubblica in un articolo a firma di Enrico Currò.

A metà dicembre Mihajlovic si gioca già la panchina in casa della sua ex squadra, travolta a San Siro 2 settimane fa. Se dopodomani a Genova non supererà gli ottavi di Coppa Italia – scorciatoia per il ritorno del Milan in Europa, obiettivo imprescindibile della società – rischia il benservito.

L’eventuale decisione verrebbe motivata appunto con la mancata rimozione del passato prossimo: bocciato per essere rimasto ancora ai tempi della Sampdoria, caratterialmente e tatticamente.

In realtà non sarà una sentenza psicoanalitica a decidere il suo destino, né una singola partita: la questione si riproporrebbe comunque domenica a Frosinone. Berlusconi non lo vuole più: per le battutacce che nessuno aveva mai osato (il presidente che sbaglia spogliatoio per non dovergli fare i complimenti, il presidente che deve chiedergli il permesso per parlare di tecnica) e per via dei risultati mediocri.
L’isolamento di Mihajlovic è ormai così evidente che gli è stata addirittura attribuita l’intenzione di dimettersi. Invece a Marassi combatterà, sfoderando i titolari, schierati dalla sua parte. Il problema è lo schieramento di Berlusconi, diffuso attraverso la formula dell’interlocutore anonimo, che gli avrebbe parlato dopo l’1-1 col Verona, raccogliendone sia la censura tecnica (“squadra poco affiatata”), sia la contrarietà per lo sfogo dell’allenatore contro gli arbitri.

Mihajlovic lo ha deluso e sembra avere un orizzonte limitato a giugno (sarebbe il quarto cambio in due anni), in assenza di colpi di coda da zona Champions. In caso di divorzio anticipato, i candidati sono i soliti: Brocchi, Tassotti, Lippi, Prandelli e Spalletti.

Non è di aiuto il caos societario. Berlusconi e Bee Taechaubol si sarebbero telefonati per gli auguri di Natale, ma i tempi della trattativa per il 48% del club restano imprecisati. Galliani, indebolito dalla contestazione, ha l’urgenza del mercato di gennaio e la spina del laborioso riscatto di El Shaarawy da parte del Monaco.

Barbara Berlusconi è alle prese con nuove delusioni, dopo il fallimento del progetto stadio al Portello: il flop del Milan Village a San Siro, i profitti inferiori alle attese di museo, store e ristorante, la diaspora di un settore marketing dal vorticoso turnover.