Olimpiadi 2020: Tokyo fa bis, festa al grido ‘banzai’

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2013 9:49 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2013 9:50
Olimpiadi 2020: Tokyo fa bis, festa al grido 'banzai'

Olimpiadi 2020: Tokyo fa bis, festa al grido ‘banzai’

TOKYO, GIAPPONE – Tokyo si aggiudica i Giochi olimpici del 2020 ed è la prima città asiatica a fare il bis, dopo l’esperienza del 1964, festeggiando al grido di ‘banzai, banzai, banzai’, sinonimo di vittoria.

Il presidente del Cio, Jacques Rogge, non ha ancora finito di leggere il responso del voto dell’assemblea riunita a Buenos Aires, che nella Tosho Hall della Camera di Commercio nipponica, scelta come quartier generale dal Comitato di Tokyo 2020, parte l’urlo liberatorio e la standing ovation.

La tensione evapora e il migliaio di presenti, tra invitati e giornalisti, comincia a respirare nell’auditorium di Marunouchi, quartiere finanziario, dove e’ stata trasmessa sul maxi schermo la cerimonia argentina.

Uno dei conduttori della lunga maratona tv, che ha visto atleti e personaggi famosi esprimere il proprio sostegno, come Yuichiro Miura, che a maggio è diventato con i suoi 80 anni lo scalatore più anziano dell’Everest (e dove fa fatto sventolare la bandiera di Tokyo 2020), sale sul palco e richiama l’attenzione:

è il momento per festeggiare tutti insieme col ‘banzai’, urlato tre volte all’unisono sollevando e abbassando il braccio destro.

”Congratulazioni a Tokyo e anche al lavoro fatto da Istanbul e Madrid, arigatou (grazie, ndr)”, dice in un breve saluto il vicegovernatore metropolitano di Tokyo, Toshiyuki Akiyama, mentre in sala si moltiplicano gli occhi lucidi. Nuovi applausi, lacrime e poi tutti all’ottavo piano per dare il via alla festa.

In diverse altre parti di Tokyo il copione si è ripetuto con altre migliaia di persone, come a Shibuya e al Komazawa Park. Quest’ultimo, costruito per i Giochi del 1964, quando il Giappone fu il primo Paese asiatico organizzatore, c’è stata un’altra lunga notte di eventi, tra cui una corsa di mezzanotte e gli incontri con gli ex atleti olimpici:

dopo la notizia proveniente da Buenos Aires sono iniziati i balli e i caroselli di gioia. Data alla vigilia per favorita, Tokyo ha dovuto fare i conti con i timori della comunità internazionale per le perdite di acqua radioattiva dai serbatoi della disastrata centrale di Fukushima, finita quasi tutta nell’Oceano Pacifico.

La vittoria è verosimile che spinga il premier Shinzo Abe ad accelerare i tempi sulla messa in sicurezza dell’impianto atomico, ben oltre i 360 milioni di euro stanziati pochi giorni fa per tentare di risolvere la questione dell’acqua contaminata.

”Credo che la forza di Tokyo sia stata la serieta’ e la credibilita”’: cosi’ il presidente del Coni, Giovanni Malago’, commenta la vittoria al Cio qualche ora fa della capitale giapponese quale sede per ospitare i Giochi 2020.

Nel presentare la propria candidatura, i giapponesi ”non sono stati caldi o passionali come gli spagnoli, la cui presentazione e’ stata molto emotiva, cosi’ come – sottolinea Malago’ – era coraggiosa e innovativa la candidatura di Istanbul”.

Tornando a Tokyo, il presidente del Coni precisa di ”non aver mai visto, ne’ pensato o sentito, che si potesse mettere al centro del programma olimpico il villaggio degli atleti, invece di dirottarlo come spesso e’ successo un po’ fuori citta”’.

I Giochi a Tokyo si svolgeranno in un’area ”a distanza di ‘un compasso’, si potra’ andare a piedi quasi dappertutto. E’ la citta’ piu’ attrezzata e piu’ qualificata come mobilita’ di trasporto al mondo”.

E’ d’altra parte ”del tutto prematuro, insensato” fare ora dei ragionamenti sull’eventuale candidatura di Roma.

”Da qui ai prossimi anni le variabili sono tantissime”, aggiunge Malago’, che precisa: ”e’ chiaro pero’ che ragionando sulle dinamiche geopolitiche” del processo di assegnazione visto a Buenos Aires, ”una vittoria della vecchia Europa sarebbe stata un impedimento assoluto per non candidarsi. Oggi comunque, ribadisce, qualsiasi ragionamento e’ prematuro”.