Repubblica: “Lecce-Lazio fu venduta, i salentini rischiano la B”

Pubblicato il 29 Febbraio 2012 15:48 | Ultimo aggiornamento: 29 Febbraio 2012 15:48

8 luglio 2011: Daniele Corvia, attaccante del Lecce, va dal procuratore della Figc per essere sentito sull'inchiesta calcio scommesse (Lapresse)

CREMONA – Il Lecce non fa in tempo a godersi la serie positiva di risultati – che grazie alla gestione di Serse Cosmi alimenta speranze di salvezza – che due nuvole nere si addensano sul suo futuro: l’inchiesta sul calcio scommesse, che può costare ai salentini la retrocessione d’ufficio in serie B, e la prospettiva che la società passi di mano a nuovi proprietari dal curriculum non rassicurante.

Nessun processo è ancora iniziato, ma questo non significa niente per Repubblica, che con un articolo firmato da Giuliano Foschini e Marco Mensurati si dice certa della condanna dei giallorossi. Non significherebbe niente neanche per la giustizia sportiva, che non aspetta i verdetti della giustizia penale.

Secondo quanto scrivono Foschini e Mensurati:

Insieme con la Lazio, il Lecce è la squadra più compromessa nell’inchiesta sul calcioscommesse della procura di Cremona. Quella che rischia più di tutti – per responsabilità oggettiva – davanti alla Figc. Gli atti giudiziari danno ormai per scontato che la partita con la Lazio dello scorso campionato sia stata combinata. La convinzione arriva dagli atti già in possesso della procura lombarda (gli Zingari nel ritiro della squadra, le dichiarazioni di Ferrario) e di una rogatoria che sta per arrivare dall’Ungheria e che in parte è già stata anticipata verbalmente alla squadra Mobile di Cremona e ai poliziotti del Servizio centrale operativo che stanno conducendo l’indagine.

La rogatoria riguarda una serie di personaggi ungheresi, sotto indagine per altri motivi nel loro Paese, che lo scorso anno hanno girato per i ritiri delle squadre italiane a comprare partite. Sono stati a Lecce. E agli atti ci sono nomi, cognomi e soprattutto le tracce di denaro che inchioderebbero definitivamente alcuni calciatori e di conseguenza anche la società. È bene ricordare di che partita si tratta: Lecce-Lazio 2-4, 22 maggio 2011, i padroni di casa già salvi dopo aver vinto la domenica prima a Bari e la Lazio che invece aveva bisogno di punti per la qualificazione in Europa League. Era in sostanza una gara priva di ogni rilevanza per i giallorossi da un punto di vista della classifica ma che invece ora potrebbe davvero inguaiare i salentini.

Il Lecce, secondo Foschini e Mensurati, rischia seriamente la retrocessione d’ufficio in serie B:

È bene ricordare che alla base della giustizia sportiva c’è il principio “afflittivo”. La pena deve cioè effettivamente creare un danno alla squadra. Questo significa che se anche il Lecce di Cosmi riuscisse nell’impresa di salvarsi in questa stagione, rischierebbe di non disputare comunque il prossimo anno il campionato di serie A qualora la Figc decidesse di penalizzarla. Oltre al danno, potrebbe poi esserci anche la beffa: il rischio è partire addirittura con una penalizzazione nel campionato di serie B. Il Lecce continua però a sostenere l’assoluta estraneità sia della società (cosa tra l’altro non messa in dubbio dalla magistratura) sia dei suoi tesserati. Ed è pronta a portare avanti la tesi sin nell’ultimo grado di giudizio davanti alla giustizia federale.

L’altra pessima notizia per i tifosi del Lecce viene dall’eventuale vendita della società. La gran parte vuole che Giovanni Semeraro e la sua famiglia, proprietari dell’Us Lecce dal 1994, vendano. Ma non rassicura l’acquirente che si profila all’orizzonte. Savino Tesoro e famiglia, imprenditori nel settore siderurgico, originari della provincia di Bari ma attivi in Lombardia, vorrebbero comprare il club salentino a 12 milioni di euro se rimane in A, a 8 se retrocede in B. Ma non è il prezzo il problema, è la loro scarsa esperienza nel calcio. Gli unici due precedenti, Pro Patria e Como, non sono stati – per dirla con un eufemismo – esaltanti.