Roma sotto processo: Garcia-Dzeko doppio flop

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2015 10:47 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2015 10:47
Roma sotto processo: Garcia-Dzeko doppio flop

Roma sotto processo: Garcia-Dzeko doppio flop (la pagina della Gazzetta dello Sport)

ROMA – As Roma in crisi. Dopo il pareggio di Bologna ed il ko interno contro l’Atalanta ecco la terza partita senza vittoria: uno scialbo pareggio sul campo del Torino. La Roma è sotto processo sulla Gazzetta dello Sport nell’articolo dal titolo “Errori, azzardi e astinenza Garcia-Dzeko doppio flop” a firma di Andrea Pugliese.

Sarà bello vederli faccia a faccia domenica prossima, in un Napoli-Roma che promette scintille e forse anche sentenze se non definitive, almeno parziali. Ma sarà soprattutto bello vedere come si confronteranno da una parte un allenatore (Garcia) che accumula errori e passi falsi con uno (Sarri) che indovina un po’ tutte le mosse e dall’altra un centravanti (Dzeko) che continua a faticare a far gol con uno (Higuain) che invece di reti ne segna a grappoli. Napoli-Roma, insomma, sarà decisiva per la classifica, ma anche per le idee e per le loro applicazioni. A quella sfida, però, Garcia voleva arrivarci con due punti in più frutto di un colpo di coda marchiato a fuoco ancora una volta da una punizione di Pjanic (7° gol in campionato per lui, suo record assoluto, e 27° centro in giallorosso, proprio come Falcao). E invece il terzo 1-1 in casa del Torino lo inchioda ancora una volta alle sue responsabilità, a cominciare dalla scelta (prematura) di utilizzare Gervinho e quella (scellerata) di insistere su Rüdiger.

E proprio Gervinho era la carta tanto attesa da Garcia, quella per provare a riequilibrare i conti e magari presentarsi a Napoli con molte fiche in più da buttare sul tavolo verde. E invece quella carta gli si è accartocciata dopo 25 minuti e anche quel tavolo verde è diventato già maledettamente buio. A Napoli serviranno altre mosse, perché l’ivoriano non ci sarà, dopo la ricaduta di ieri e il problema al retto femorale della coscia destra. «Aspettiamo di capire, non sembra lo stesso punto dove si era fatto male tre settimane fa», dice Garcia. «Era guarito, avevo avuto l’ok sia dallo staff medico sia da quello atletico. Mi fido di loro, anche se sapevo che aveva al massimo quarantacinque minuti nelle gambe. Ma meglio farli all’inizio, con il riscaldamento, che a partita in corsa. Di certo, senza lui e Salah dobbiamo cambiare gioco, non possiamo chiedere a Iago di saltare l’uomo. Servono altre soluzioni. E dobbiamo servire meglio Dzeko».

Già, Dzeko, il centravanti che vive di sacrifici ma manca clamorosamente di gol. Proprio come ieri, quando in pieno recupero ha sbagliato con un po’ di superficialità il pallone del 2-0, quello che poteva chiudere i giochi e regalare spicchi di luce alla truppa giallorossa. «Abbiamo fatto la partita che volevo, ma il pari è colpa nostra, potevamo gestire meglio gli ultimi palloni e fare quel gol lì», continua Garcia. Di certo, se la Roma vuole continuare a credere nel titolo bisogna migliorare anche da questo punto di vista. Serve più personalità, più cinismo, magari anche un po’ di cattiveria in più. «Dobbiamo avere più fiducia nei nostri mezzi», chiude il tecnico francese. «Lo scudetto? Vogliamo recuperare per lottare in alto». Già, ed allora la strada per rialzarsi passa proprio da una tappa decisiva come quella di Napoli. Dove Sarri non sbaglia un colpo e Higuain gonfia la rete in ogni occasione che gli capita, come un cannibale che non conosce sazietà. Anche perché la pazienza di Pallotta non è infinita. «Non ho visto la partita – dice al suo arrivo a Roma –. Bel rigore (ridendo, ndr). Sono abbastanza arrabbiato, non sono soddisfatto ma le cose si aggiusteranno. In settimana ho diversi incontri per lo stadio. Curva Sud? Incontrerò anche il prefetto Gabrielli». Ma domenica a Napoli ci dovrà pensare Garcia.