Serie A: Roma dilaga con Spal. Flop Milan, colpo storico del Benevento a San Siro

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 aprile 2018 23:18 | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2018 23:20
Serie A: Roma dilaga con Spal. Flop Milan, colpo storico del Benevento a San Siro

Serie A: Roma dilaga con Spal. Flop Milan, colpo storico del Benevento a San Siro
ANSA/MATTEO BAZZI

ROMA – Gli anticipi di Serie A ci hanno regalato la larga vittoria della Roma sul campo della Spal (3-0), il colpo salvezza del Sassuolo contro la Fiorentina (1-0) e l’impresa del Benevento sul campo del Milan (1-0).

Flop Milan, colpo storico del Benevento a San Siro

Con un piede già in Serie B, il Benevento si toglie la soddisfazione della prima vittoria in trasferta. E sceglie il prestigioso palcoscenico di San Siro, con ancora una volta il Milan protagonista suo malgrado di una pagina di storia del club campano. All’andata il gol del portiere Brignoli all’ultimo secondo regalò al Benevento il primo punto in A dopo 14 sconfitte di fila, questa volta un guizzo di Iemmello ha fruttato il primo successo lontano da casa (0-1, dopo un pari e 15 ko), contro una delle peggiori edizioni del Milan in questa stagione.

 

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela qui

Tutte le notizie di Ladyblitz in questa App per Android. Scaricatela qui

 

Finisce con i tifosi del Benevento in tripudio, il presidente Vigorito che abbraccia l’allenatore De Zerbi e i giocatori a uno a uno, mentre Bonucci e compagni escono dal campo fra i fischi, per la sesta partita di fila senza vittoria e con la qualificazione alla prossima Europa League insidiata da Atalanta, Sampdoria e Fiorentina che incalzano. Per i rossoneri saranno probabilmente decisive le ultime due sfide, a Bergamo e a San Siro contro i viola, e servirà cambiare marcia sin da subito a Bologna. Un tiro in porta basta al Benevento per far capitolare questo Milan, ma gli errori al 29′ del primo tempo di Borini (palla persa che consente a Viola l’assist vincente) e Bonucci (come conferma la Var, tiene in gioco Iemmello, freddo nel battere Donnarumma sotto le gambe) non sono gli unici a irritare Gattuso. Né basta ai rossoneri giocare in superiorità numerica gli ultimi 10′, complice una sciocca doppia ammonizione in 5′ di Diabaté, entrato al 17′ della ripresa.

Il Milan protesta per almeno un contatto in area e nella ripresa colpisce una traversa con Kessie’, ma il problema chiave è il solito: il gol che non arriva. Non rende nemmeno l’ultima mossa di Gattuso, il 4-4-2 con Borini in mediana e la coppia offensiva Cutrone-André Silva. Al di là di qualche parata di Puggioni, l’esperimento è bocciato, soprattutto perché l’intesa fra Cutrone e André Silva si conferma ai minimi termini.

I due non trovano vita facile nemmeno contro la difesa dell’ultima squadra in campionato, e fa brutta figura anche Rodriguez, non solo per il retropassaggio con cui rischia l’autogol, sventato da Donnarumma sulla riga. L’atteggiamento spavaldo del Benevento manda in crisi più di un rossonero, e nemmeno dopo il gol c’è una reazione poderosa. Gli ospiti restano ordinati, con Sandro che liquida senza problemi André Silva in un paio di contrasti.

A inizio ripresa Gattuso inserisce Suso per Borini, poi al 17′ sostituisce proprio il portoghese con Kalinic, ma anche il croato fallisce le sue chance. Nel finale Diabaté rischia di rovinare tutto, ma l’impresa del Benevento regge anche agli ultimi minuti, infiammati da scintille in campo. La retrocessione è ormai inevitabile (“Dovremo consolidarci come società in B”, ammette Vigorito), ma ora il campionato del Benevento è un po’ meno amaro.

Schick e Nainggolan brillano a Ferrara

Il modo migliore per farsi trovare pronti agli appuntamenti con la storia è non distrarsi mai. La Spal non è il Liverpool e il pur glorioso Paolo Mazza di Ferrara non è Anfield Road. Eppure la Roma si è presentata al cospetto della Spal super concentrata ed è tornata a casa con un 3-0 che vale molto di più dei pur importantissimi tre punti per la volata del campionato: vale anche la consapevolezza che la squadra è in palla per affrontare la semifinale di Champions League.

Il compito nell’anticipo di campionato non era certo semplice: a dispetto della classifica, che la vede invischiata in piena lotta per non retrocedere, la Spal non perdeva in campionato da due mesi, l’ultimo ko fu al San Paolo di Napoli, era imbattuta da ben otto turni, con un filotto di sei pareggi. In realtà la squadra di Semplici è rimasta in partita solo per la prima parte del primo tempo.

Poi, quando al 33′ Vicari, anticipando Strootman su un passaggio rasoterra di Pellegrini, ha beffato Meret, la squadra di Semplici si è dovuta inchinare alla superiorità tecnica dei giallorossi, che nella ripresa hanno fissato il risultato, prima con un gran destro di Nainggolan, poi con una testata di Schick che ha sfruttato un cross di Pellegrini. Per Di Francesco i motivi per sorridere vanno anche al di là del risultato. Intanto il primo sorriso giallorosso di Schick: l’attaccante ceco si è sbloccato, segnando il suo primo gol con la Roma. Ma in vista della sfida di Liverpool Di Francesco sa di poter contare su una rosa lunga fatta di giocatori motivati e in forma che gli consente di ricorrere agevolmente al turn over.

A Ferrara, ad esempio, De Rossi e Dzeko hanno potuto risparmiare energie in vista della partita di Liverpool, guardando la partita dalla panchina. Il risultato finale dice molto della partita di Ferrara. Anzi, la Roma ha avuto molte altre possibilità per renderlo ancora più rotondo, costruendo moltissimo soprattutto con El Saharawy e Nainggolan.

Se non ci è riuscita, a parte qualche imprecisione negli ultimi metri, è stato anche merito di Meret, portierino dal futuro assicurato, uno dei principali punti di forza per la corsa alla salvezza della Spal, che, dopo aver salvato la propria porta in diverse occasioni (negando la gioia del gol a un attivissimo El Saharawy) è dovuto uscire nel finale per un problema alla spalla. Per la Spal è arrivata una sconfitta che interrompe una lunghissima serie positiva che ha riacceso le speranze di salvezza.

Nonostante l’abitudine a fare lo sgambetto alle grandi, la Roma che si è presentata al Mazza era oggettivamente troppo per cercare punti per assicurarsi la serie A anche per la prossima stagione. Probabilmente non era la partita giusta per cercare punti: o almeno così la pensa il pubblico del Mazza che, nonostante il passivo di 3-0, ha salutato la propria squadra con grandi applausi.

Colpo salvezza del Sassuolo

Quella con la Fiorentina è la vittoria che consegna, in pratica, la salvezza al Sassuolo. Con due successi consecutivi in appena quattro giorni e otto risultati positivi di fila, cancella le paure e può guardare ai prossimi impegni con una certe leggerezza. Frena invece la propria corsa verso l’Europa League la Fiorentina, al secondo ko settimanale (un punto nelle ultime tre) condizionata nel posticipo di oggi anche dall’espulsione di Dabo al 30′ pt che ha costretto i viola in inferiorità numerica per oltre un’ora.

Ha deciso Politano, l’uomo più in forma di questo periodo tra i neroverdi (5 delle ultime 6 reti del Sassuolo portano la sua firma), autore di una gol tanto pesante quanto bello, un sinistro a giro da fuori area. All’inizio Pioli schiera tra i pali Dragowski davanti alla difesa a quattro. Saponara è a supporto del tandem d’attacco formato da Chiesa e dall’ex Falcinelli. Iachini conferma Lemos nel 3-5-2 e davanti non c’è Babacar, altro ex, escluso a beneficio di Berardi che agisce in coppia con Politano.

Al 4′ Rogerio per Adjapong che calcia al volo a impegna il portiere viola. Al 6′ il primo ammonito, Dabo per un fallo su Missiroli. Partita che stenta a decollare con un gioco frammentario. Così prova a pungere il Sassuolo, sul calcio di punizione di Lemos al 24′ interviene senza problemi Dragowski. Alla mezz’ora il primo episodio decisivo con il secondo giallo di Dabo per un intervento da dietro su Berardi. Fiorentina in dieci. Poco dopo il vantaggio per gli uomini di Iachini: Adjapong dal fondo serve Politano che dal limite dell’area di sinistro mette la palla dove Dragowski non può arrivare.

Nella ripresa il maggiore possesso palla della Fiorentina non produce gli effetti sperati. Pioli all’8′ gioca la carta Simeone, ma è il Sassuolo a sfiorare il raddoppio al 14′ con Politano che entra in area ma trova sulla propria strada l’attento Dragowski. Lo stesso Simeone al 23′ ha una buona occasione per pareggiare ma la sua conclusione è debole e Consigli para senza problemi.

Palla gol per il Sassuolo al 25′ che sfrutta gli spazi lasciati dagli avversari: Adjapong mette in movimento Ragusa la cui conclusione viene deviata in angolo dal portiere viola. L’ultima opportunità per gli uomini di Pioli capita ancora a Simeone (35′) che non capitalizza l’assist di Gil Dias e calcia lontano dalla porta. Nel finale ci prova ancora la squadra di casa con Matri il cui diagonale finisce di poco sul fondo.