Dario Fo, su Rai5 dal 23 febbraio L’arte secondo Dario Fo: 10 puntate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2015 19:35 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2015 19:35
Dario Fo, su Rai5 dal 23 febbraio L'arte secondo Dario Fo: 10 puntate

Dario Fo, su Rai5 dal 23 febbraio L’arte secondo Dario Fo: 10 puntate (foto Ansa)

ROMA – Dario Fo torna in Rai con 10 serate in cui racconterà l’arte con il modo di narrare che l’ha reso celebre fino a vincere il Nobel. L’arte secondo Dario Fo inizierà il 23 febbraio su Rai5. Dieci appuntamenti in prima serata che riportano il premio Nobel sulle reti Rai: “Per troppo tempo le nostre strade non si sono incrociate – dice il direttore generale Luigi Gubitosi – ora dobbiamo recuperare il tempo perduto”.

E Rai Cultura inizia a farlo con questo ciclo di lezioni sui grandi dell’arte italiana e su Picasso, che ha avuto inizio nel 1999 con uno spettacolo su Leonardo andato in scena proprio all’Accademia di Brera. Gli spettacoli, cui partecipa anche Franca Rame, scomparsa nel 2013, sono stati realizzati in tempi e anni diversi: Caravaggio all’Auditorium Parco della musica di Roma, Correggio al Parco Ducale di Parma, Raffaello all’Auditorium Rai di Napoli, Michelangelo al teatro Romano di Fiesole, Mantegna a Palazzo Te di Mantova, Giotto a Perugia.

Ogni artista è affrontato con l’approccio unico di Dario Fo, spesso lontano da quello degli studiosi di storia dell’arte, “che quando presentano un artista eliminano la sua vita e il fondale politico religioso. Per loro è superfluo, mentre per esempio – spiega il Nobel – per Michelangelo il problema della libertà e della giustizia era focale, con il suo impegno nel difendere la Repubblica contro la Signoria dei Medici. Di questo impegno civile non si trova testimonianza nei testi scolastici”. Come sempre, la narrazione si sviluppa in racconti carichi di umorismo, come quello sullo stesso Michelangelo che cade in ginocchio di fronte al Papa spiegando di non farlo per deferenza ma per un problema alla schiena.

Da giullare, il Nobel si fa poi serio, rivolgendosi ai vertici Rai, per dire loro: “Non saprete mai che gioia mi state dando mettendo in onda questi lavori”. “Riportare Dario Fo in Rai è uno dei successi di questi anni” commenta Gubitosi, spiegando che quella al via su Rai5 “non sarà l’ultima volta in cui proporremo le opere di Fo, cui siamo grati come servizio pubblico per il lustro dato al nostro paese”.

Potrebbe nascere una collaborazione in occasione di Expo? “Tutto dipende dagli spazi possibili, mi piacerebbe che quello che realizzo – dice Fo – fosse messo in scena grazie all’organizzazione della Rai”. Da parte sua Gubitosi assicura che, in generale, per quanto riguarda l’idea di proseguire la collaborazione con il premio Nobel “noi ci stiamo se lui ha tempo e voglia”. Se dovesse realizzare qualcosa per Expo, Fo avrebbe nel cassetto “temi sospesi da 20 anni, già scritti in massima parte, mi piacerebbe realizzarli per non farli sciogliere nel dimenticatoio della storia”.

Se dovesse scrivere qualcosa sul tema del cibo “lo si potrebbe fare ma legandolo al problema del cibo, a dove trovarlo per miliardi di persone che – ricorda – soffrono la fame”. Quello del cibo, e soprattutto della sua mancanza, per il premio Nobel “non è un problema che può essere delegato alle multinazionali come – ha accusato – ha fatto Expo”.