Gilet arancioni, Luca Sappino di Tagadà e l’operatore aggrediti in diretta VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2020 10:26 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2020 10:26
luca sappino la7

Gilet arancioni, Luca Sappino di Tagadà e l’operatore aggrediti in diretta

ROMA – L’inviato di Tagadà Luca Sappino viene aggredito alla manifestazione dei gilet arancioni che si è svolta martedì 2 giugno a piazza del Popolo. 

L’inviato della trasmissione de La7 era in piazza insieme all’operatore tv Marco Buscema anch’esso aggredito.

“Non ci dovete rompere i co***oni, andate via”, si sente dire dai presenti.

I manifestanti sono molto arrabbiati e rivolgono una serie di insulti rivolti al cronista e all’operatore.

Sappino ha raccontato che lui e l’operatore sono stati letteralmente aggrediti dopo aver lasciato le tribune.

Cosa pretende? Gli chiede un manifestante. Poi una contestatrice comincia a parlare a Sappino  che si avvicina. Il giornalista replica alla manifestazione: “Scusi, signora, può mettersi la mascherina?“. “Ma quale mascherina? Noi non la mettiamo: ce l’avete nella testa la mascherina”, è stata la replica dei gilet arancioni. 

Sappino raccconta di essere stato aggredito da manifestanti che gli hanno chiesto di togliersi la mascherina. Un gilet arancione replica: “Non è vero, ho solo detto che io la mascherina non la metto”. 

Gilet arancioni in piazza il 2 giugno a Roma

In contemporanea alla manifestazione del centro destra, il 2 giugno a Roma si è tenuto anche la manifestazione dei gilet arancioni a Piazza del Popolo.

In pochi hanno indossato la mascherina senza rispettare le regole del distanziamento sociale. 

Al grido di “libertà” e con le bandiere dell’Italia che sventolano e slogan contro il Presidente della Repubblica, a Piazza del Popolo sono scesi i gilet arancioni. “Siamo qui per la libertà di pensiero perché vogliamo decidere come poter vivere – ha spiegato all’Ansa uno di loro – siamo perfettamente consapevoli che c’è stata un’emergenza sanitaria, Non discutiamo su questo, ma non ci devono essere obblighi perché altrimenti tutto si trasforma in una dittatura”.

“Siamo stati costretti a vivere nelle nostre abitazioni come reclusi mentre mascalzoni vendono il nostro Paese alle potenze straniere. Mussolini durante la marcia su Roma non l’ha fermato nessuno, ma a noi ci vogliono fermare, hanno fermato i nostri pullman per non farci manifestare”.

Queste le parole del generale Antonio Pappalardo dal palco tra gli applausi di alcune centinaia di manifestanti (fonte: Ansa, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano).