Ilaria d’Amico: “Per i giornali, io e Buffon stiamo sempre avvinghiati…”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 17 Settembre 2019 17:09 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2019 17:11
Ilaria d'Amico Buffon avvinghiati ecco perché non utilizzo social network

Ilaria d’Amico nella foto Ansa

ROMA – A poche ore dal suo debutto stagionale su Sky Sport per la Champions League, Ilaria d’Amico ha parlato di alcuni aspetti della sua vita privata nel corso di una intervista esclusiva rilasciata a Chiara Maffioletti per Il Corriere della Sera (corriere.it). Nel corso di questa intervista, la d’Amico ha parlato della sua relazione sentimentale con Buffon ma ha spiegato anche perché, rispetto a molte sue altre colleghe, non utilizza i social network. 

Di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Ilaria d’Amico al Corriere della Sera. 

«Quando nella mia vita è servito del tempo per far quadrare degli equilibri familiari, è stato spontaneo prenderlo. Ora che sento di aver raggiunto una certa armonia, sono pronta per immaginare nuovi progetti. Stando alle foto che pubblicano di noi, io e Gigi passiamo la vita avvinghiati. Ci vogliamo molto bene ma non è esattamente così. Che dire, non è che l’abbia presa bene, no. Anche perché non sono mai stata una persona che ama molto raccontarsi: facciamo la nostra vita, usciamo, ma evitiamo i posti mondani e proviamo a vivere una vita piuttosto riservata. A questa indagine costante della mia vita, in cui ci si chiede ogni giorno se sono incinta o no, non mi ci sono ancora abituata. Capisco il gioco delle parti, ma non mi piace».

«Vi spiego perché non sono attiva sui social network. Per me sarebbe una fatica folle raccontare il mio privato. Poi, dover pubblicare quelle foto finto-naturali o dei momenti di gioia esibita… non fa per me. È quasi sempre una traslazione della realtà non si sa quanto veritiera. Capisco che questa visibilità social possa avere un senso e diventare anche un’appendice della carriera, rispetto chi lo fa ma è un modo di raccontarsi che non mi appartiene per niente.

Si sceglie di enfatizzare la parte estetica e si cerca consenso così. Sarà che ho sempre cercato di far parlare di me come professionista, a prescindere dal mio essere donna, che avere quello come manifesto non mi rappresenterebbe per niente. Almeno i calciatori hanno anche una componente di celebrazione delle loro gesta professionali. I politici ne fanno un uso ancora un po’ vecchiotto, fanno le dirette Facebook… anziché affidarsi alle storie di Instagram che, come dicono i nostri figli più grandi, sono decisamente più “giuste” (ride, ndr)» (fonte, Chiara Maffioletti per Il Corriere della Sera (corriere.it).