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Kevin Spacey gay: ma il Frank Underwood di House of cards non avrebbe mai chiesto scusa

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Kevin Spacey gay: ma il Frank Underwood di House of cards non avrebbe mai chiesto scusa

ROMA – Kevin Spacey gay: ma il Frank Underwood di House of cards non avrebbe mai chiesto scusa. Potenza evocativa della narrazione e autosuggestione dello spettatore, il segreto del successo globale delle fiction americane sta anche in questo processo di immedesimazione che, per esempio, ci fa saltare sulla sedia quando sentiamo il Frank Underwood di House of Cards confessare di essere gay e scusarsi pubblicamente per un tentativo di molestie sessuali di 30 anni fa ai danni del Paul Stamets di Star Trek Discover.

“Non ci posso credere”, avrebbe gridato Aldo compagno di Giovanni e Giacomo: e infatti, uscendo dal corto-circuito tra fiction e realtà, dobbiamo constatare che è stato il grande attore e premio Oscar Kevin Spacey a fare coming out dopo che Anthony Rapp, sull’onda delle denunce a scoppio ritardato seguite al caso Weinstein, lo aveva accusato di averci provato con lui quando aveva solo 14 anni.

House of Cards, molto più che una serie tv di successo, ha oscurato perfino le credenziali di grande interprete drammatico a teatro di Spacey, che per una decina di anni ha lasciato Hollywood per dirigere l’Old Vic Theatre a Londra. Lui resta per tutti incontestabilmente il politico senza scrupoli, il machiavellico orditore di trame segrete e ricatti per i nemici, lo spietato inquilino di una Casa Bianca in perenne lotta per la conservazione del potere.

Frank Underwood non confessa, Frank Underwood non si scusa, Frank Underwood avrebbe preso in serie considerazione il killeraggio mediatico o sostanziale di un Anthony Rapp che avesse osato sfidarne l’autorità. La vita non è la fiction. Ma prova disperatamente ad assomigliarci.

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