Le Iene, hacker di Giulia Sarti è ai vertici M5s? “Ha usato un pc della Camera e…”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 20 marzo 2019 2:16 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 2:16
Le Iene, hacker di Giulia Sarti è ai vertici M5s? "Ha usato IP della Camera e..."

Le Iene, hacker di Giulia Sarti è ai vertici M5s? “Ha usato IP della Camera e…”

ROMA – L’hacker di Giulia Sarti è una persona ai vertici dei 5 Stelle? Ne è convinto Filippo Roma delle Iene che è tornato ad indagare sul caso della deputata M5s, già protagonista del cosiddetto scandalo Rimborsopoli, ovvero le famose mancate restituzioni del suo stipendio di parlamentare così come previsto dal regolamento grillino. 

Sarti, che in un primo momento aveva accusato il suo ex  Andrea Bogdan Tibushe dei bonifici mancati, è finita nuovamente nell’occhio del ciclone per alcune sue foto osé circolate sui telefoni di molti giornalisti e politici. Per risalire a chi possa aver diffuso quelle foto private, Filippo Roma si è messo sulle tracce dell’hacker che nel 2013 violò le caselle di posta elettronica di diversi parlamentari grillini, compresa la stessa Giulia Sarti.

La Iena è andata a chiedere delucidazioni a un ex deputato M5s, che preferisce restare anonimo e che afferma che Stefano Vignaroli, uno degli hackerati, gli avrebbe confessato che “l’indagine su chi avesse violato gli account di cinque parlamentari M5S si fermò quando si accorsero che il lavoro di accesso fu fatto da delle macchine della Camera”. E cioè dagli indirizzi IP dei computer di Montecitorio.

L’ex parlamentare svela anche di più: “Ci si accorse che poteva essere una cosa interna, allora nessuno disse niente e rimase tutto così, tutto in un limbo. Nessuno poi volle andare avanti nella parte di denuncia perché ci si accorse che potesse essere un danno d’immagine un po’ per tutti del Movimento”. 

E tira in ballo anche la Casaleggio Associati: “Hanno verificato su varie caselle se la password che era inserita nell’archivio della Casaleggio era uguale a quella che era messa sulle caselle di posta elettronica, dove l’hanno trovata funzionante la gente è entrata direttamente nelle caselle e da lì poi recuperavano tutte le informazioni e da lì stanno girando ancora mail, messaggi, etc.”.

A precisa domanda se l’hackeraggio sia quindi una vicenda tutta interna al Movimento, l’ex parlamentare conferma: “Dall’interno. Per controllare determinate persone”. Infine Filippo Roma è andato a chiedere ad uno degli esponenti di punta dei 5 Stelle, Alessandro Di Battista, anche lui finito nel mirino degli hacker. Gli ha domandato espressamente se usasse la stessa password per l’account email e per il sistema operativo dei 5Stelle. “Non posso escluderlo – ha replicato lui – Con le password sono sempre stato un pippone, quindi non escludo che usassi la stessa password”. (fonte: Le Iene)