Sarah Scazzi, in tv se ne parla troppo: sindrome “da Perry Mason”

Pubblicato il 24 Novembre 2010 18:44 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 18:49

In televisione impazzano processi mediatici, arene, dibattiti, scontri e indagini interamente dedicate ai più recenti casi di cronaca nera e ai delitti insoluti. Insomma, il piccolo schermo è affetto dalla Sindrome di Perry Mason e si trasforma in tribunale. Quasi 12 ore al giorno sulle 7 principali reti televisive italiane sono incentrate su casi ancora aperti, primo fra tutti quello di Sarah Scazzi. Senza dimenticare l’uccisione di Elisa Claps e di Simonetta Cesaroni, la strage di Erba, Cogne, Novi Ligure e Perugia.

L’apice viene raggiunto nelle giornate di martedì e di venerdì, con oltre 13 ore nel palinsesto quotidiano e programmi trasformati in ‘aule giudiziarie’. Nel daytime è, invece, la domenica ad interessarsi maggiormente a questi temi (6 ore e 20 minuti in media). Lo segnala uno studio di Comunicazione Perbene, l’associazione non profit presieduta da Saro Trovato (www.comunicazioneperbene.com), attraverso un monitoraggio, effettuato dal primo ottobre al 20 novembre 2010, delle principali reti italiane (Rai, Mediaset, La7) e 70 interviste ad esperti, tra cui psicologi, psichiatri, sociologi e pedagogisti.

Tra le cause: l’eccessiva spettacolarizzazione del piccolo schermo alla ricerca di audience (51%), la mancanza di idee per i format di infotainment (43%) e l’aumento del vouyerismo tra gli italiani (73%) in grado di trasformare i delitti in show (65%), di giudicare come colpevoli i protagonisti (36%) e di fomentare sentimenti di amore-odio nella gente (57%). E se star risultano gli avvocati (83%) e i tuttologi (75%), seguiti da criminologi (71%), giornalisti (67%) e psichiatri (53%), i soggetti più a rischio sono i bambini (89%) e gli adolescenti (77%) che assistono ai programmi, anche in fascia superprotetta per 24 ore la settimana.

Ogni giorno i telespettatori italiani assistono, secondo lo studio di Comunicazione Perbene, a poco meno di 40 ore tra programmi di informazione, attualità e approfondimento (37 ore e 45 minuti) e più del 30% del tempo lo dedicano ai casi e ai delitti più eclatanti del periodo (in media circa 11 ore e 50 minuti al giorno su un palinsesto settimanale). Da segnalare, in diminuzione, invece, la presenza di sociologi (41%) e psicologi (49%) alle trasmissioni della tv Perry Mason.

Ma una tv così quali rischi comporta? Per oltre 6 esperti su 10 la conseguenza è quella di trasformare le scene dei delitti in palcoscenici in cui avvengono show (65%), tanto da dar vita al ‘turismo dell’orrore’, come accaduto con le numerose visite in pullman ad Avetrana, nelle ultime settimane, o come nel caso dei processi del caso Cogne negli anni passati.