Strage di Erba, dov’è morta veramente Valeria Cherubini? Il servizio de Le Iene

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 9:27 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 9:27
strage di erba

Strage di Erba: dov’è morta veramente la vicina Valeria Cherubini?

ROMA – Continua l’inchiesta de Le Iene con l’inviato Monteleone che, dopo il primo servizio, si interroga su dove è stata aggredita e poi colpita a morte Valeria Cherubini, la moglie del super testimone del processo della strage di Erba Mario Frigerio.

Scoprire come è morta la Cherubini infatti può svelare come si sono mossi gli assassini, ovvero se hanno lasciato la palazzina scendendo le scale o attraverso una via alternativa come affermato dalla difesa. Il giornalista Edoardo Montolli ha commentato: “Viene trovata morta sotto la tenda della mansarda, con le mani a protezione del capo: sia Frigerio che i soccorritori la sentono chiedere aiuto. Loro provano a salire ma non ci riescono e tornando indietro”. E il primo soccorritore Glauco Bartesaghi ha confermato che la Cherubini urlava “aiuto”.

Il volontario, che si trovava al pianerottolo del primo piano e sentì gridare la Cherubini, è sicuro che lei si trovasse all’interno della sua abitazione al secondo piano: quello che sarebbe fondamentale scoprire è se la Cherubini era da sola ferita a morte con gli assassini in fuga oppure se insieme a lei c’era ancora il suo assassino pronto a infliggerle il colpo di grazia.

“Il problema nasce dal fatto che se lei è stata uccisa lì, gli assassini non potevano scendere le scale facendo quel percorso, per la presenza dei soccorritori: a quel punto Olindo e Rosa sarebbero innocenti”, sottolinea Montolli, anche se secondo i giudici, la Cherubini avrebbe risalito le scale e chiesto aiuto ai soccorritori dopo essere già stata aggredita dai killer, con la gola squarciata e la lingua tagliata.

Luciano Garofalo, ex comandante del Ris, ha ammesso: “Noi abbiamo fatto tanti tentativi se ci fossero presenze delle vittime o viceversa, ma il risultato è stato negativo. Non so il perché, ma è normale che ai cittadini vengano dei dubbi. Effettivamente per il modo in cui sono state aggredite le vittime, non potevano non sporcarsi per il sangue versato”.