Vieni da Me, Enrico Lo Verso: “Mi è rimasta la sindrome di Zorro da quando ero piccolo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2019 14:36 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2019 14:36
Vieni da Me, Enrico Lo Verso: "Mi è rimasta la sindrome di Zorro da quando ero piccolo"

Vieni da Me, Enrico Lo Verso: “Mi è rimasta la sindrome di Zorro da quando ero piccolo”

ROMA – “Mi è rimasta la sindrome di Zorro da quando ero piccolo, mi piace aiutare gli altri”. No, non è Matteo Salvini ma Enrico Lo Verso che così si racconta a Vieni da Me. Ospite di Caterina Balivo, l’attore siciliano, attualmente impegnato come concorrente a Ballando con le Stelle, si è sottoposto al gioco della cassettiera rivelando diversi aneddoti sulla sua vita privata. 

Dal primo dei cassetti spunta l’Edipo Re di Sofocle e due pupazzetti. Lo Verso spiega: “Ho un grosso complesso di Edipo, quando ero piccolo dormivo con due pupazzi”. “Uno era un soldatino di latta, l’altro un angelo che chiamavo Angelino”. La Balivo mostra al pubblico i due pupazzi e commenta: “Ma è senza mutande?”. “Sì, in Sicilia fa caldo”, scherza lui. E la conduttrice insiste: “Ah quindi non usate le mutande?”. Cala un leggero imbarazzo in studio e la Balivo sdrammatizza: “Potete anche ridere eh”.

Quindi l’attore spiega: “Io da piccolo giocavo al Teatro Greco, un giorno mia madre mi ci portò di pomeriggio quando stavano facendo una rappresentazione proprio di Edipo Re e io dissi che volevo fare quel gioco, ossia l’attore”. Caterina Balivo manda in onda un messaggio video del fratello Beppe e del papà. L’attore si commuove: “Grazie, non avrei mai sperato in una cosa del genere. Papà ha citato la mamma, io la sento sempre accanto a me anche se non c’è più”.

Nel secondo cassetto Enrico trova un bigliettino con su scritto: “Voglio avere dei problemi”. Quindi spiega che quando ha deciso di fare l’attore per lui è stato quasi un handicap: “Mi sono documentato sui più grandi attore e tutti avevano una storia tormentatissima, piena di problemi. Io non ne avevo e mi chiedevo come avrei fatto a crescere”. Così quando è finita la scuola Enrico è andato a vivere a Roma da solo perché voleva avere dei problemi per iniziare a risolverli e crescere. “Quando ho fatto il Centro Sperimentale di Cinema non è andato benissimo”. E’ sempre stato cacciato o ha lasciato le scuole, ma si è consolato leggendo che anche molti grandi artisti che erano stati cacciati. (Fonte: Vieni da Me)