Bambini abbandonati morti nel cassonetto. In Cina troppo difficile affidarli…

Pubblicato il 12 Dicembre 2012 7:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2012 19:01

cassonetti bambini cinaGUIZHOU, CINA – La storia dei cinque bambini trovati morti in Cina ha scosso l’opinione pubblica del Paese. Le piccole vittime, di età compresa tra i 9 e i 13 anni sono morte per strada, nella provincia di Guizhou. Il 16 novembre 2012, i corpi senza vita dei cinque sono stati ritrovati da un netturbino. I bambini erano deceduti a causa delle esalazioni di fumo proveniente da un fuoco di carbone. Da tempo vivevano per strada e quel giorno la temperatura era improvvisamente calata. Per restare al caldo, hanno allora acceso un fuoco all’interno del cassonetto in cui si riparavano. Sono morti per un intossicazione di monossido di carbonio.

Otto funzionari locali sono stati sospesi o licenziati non appena la notizia si è propagata nei media, grazie al blog di un giornalista. Nello stesso tempo, i cinesi hanno espresso nei social media l’indignazione e lo stupore causato dal dramma. Molti si sono chiesti come la società ha potuto ignorare completamente questi giovani ragazzi. Per descrivere la storia, tanti hanno evocato la fiaba di Christian Andersen delle piccola fiammiferaia, un testo insegnato nelle scuole elementari cinesi.

La tragedia è stata resa possibile dai mutamenti demografici che stanno ancora sconvolgendo la Cina. I cinque bambini erano i figli di tre padri. Due di questi erano migranti rurali, uomini nati in campagna da famiglie contadine, partiti per trovare lavoro nelle aree urbane. I figli di questi nuovi lavoratori urbani sono generalmente educati in condizioni precarie. Vengono chiamati i «bambini abbandonati».

E’ una pratica comune, per molti lavoratori migranti, di lasciare i loro figli alle cure di anziani parenti, spesso i nonni. Quattro dei cinque bambini deceduti sarebbero stati in teoria sotto la custodia dell’anziana nonna, in realtà cieca e non autosufficiente. In Cina esiste un severo sistema di assegnazione della residenza. I migranti non possono beneficiare di tutti i benefici sociali della città in cui lavorano e i loro figli non sono dunque accettati nelle scuole.

Il China Daily ha scritto che le autorità sono state troppo precipitose nell’attribuire la colpa ai funzionari locali, suggerendo che delle vere riforme dovrebbero essere implementate a livello nazionale. «Questa tragedia è un campanello d’allarme. Qualcosa deve essere fatto per migliorare le condizioni dei lavoratori migranti, in modo che questi possano installarsi nelle città dove lavorano e godere degli stessi diritti dei lavoratori urbani. In questo modo, i migranti potrebbero portare i bambini con loro».