Ganimede, la voce della luna più grande di Giove registrata dalla sonda Juno della Nasa AUDIO

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Dicembre 2021 - 14:34 OLTRE 6 MESI FA

Fruscii, fischi, schiocchi. Sono questi gli inquietanti rumori che compongono la “voce” della più grande luna di Giove e del Sistema Solare, Ganimede, catturata dalla sonda Juno della Nasa durante il volo ravvicinato dello scorso 7 giugno, a una distanza di 1.038 chilometri.

Ganimede, i suoni della luna di Giove catturati dalla sonda Juno della Nasa 

La registrazione delle emissioni elettromagnetiche è stata convertita in una traccia audio di 50 secondi. La Nasa l’ha pubblicata in occasione del meeting dell’American Geophysical Union. Pubblicata anche la mappa più dettagliata mai ottenuta del campo magnetico di Giove.  Quest’ultima è stata realizzata grazie ai dati raccolti nel corso di 32 orbite effettuate dalla sonda.

“Questa traccia audio ti fa sentire come se stessi a bordo di Juno mentre sfreccia oltre Ganimede per la prima volta in più di vent’anni”, commenta il fisico Scott Bolton del Southwest Research Institute, responsabile scientifico di Juno.

A cosa assomiglia il suono emesso da Ganimede: il cambio di frequenza

Il suono, ad un primo ascolto, assomiglia a quello emesso da C1-P8, il robot di Guerre Stellari. “Se ascolti attentamente, puoi sentire il repentino passaggio a frequenze più alte intorno alla metà della registrazione, segno dell’ingresso in una regione differente della magnetosfera di Ganimede”.

Secondo il fisico e astronomo William Kurth dell’Università dell’Iowa, “è possibile che il cambio di frequenza subito dopo l’incontro ravvicinato sia dovuto al passaggio dalla faccia illuminata di Ganimede a quella in ombra”.

Proprio l’aver tradotto i dati elettromagnetici in segnali audio potrà aiutare la loro comprensione, facilitando l’individuazione di dettagli che altrimenti potrebbero sfuggire.

La sonda Juno

Lanciata nell’agosto 2011, Juno ha raccolto finora molti dati sul campo magnetico e l’atmosfera di Giove, anche grazie a due strumenti realizzati dall’Italia, con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Si tratta di Jiram, costruito dalla Leonardo e con la responsabilità scientifica dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf), e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-band Translator), costruito dalla Thales Alenia Space (Thales- Leonardo). A realizzare quest’ultimo strumento come guida scientifica ha lavorato anche l’Università Sapienza.

L’ultima mappa del campo magnetico di Giove, la più dettagliata realizzata finora, dimostra che qualcosa è cambiato nell’arco dei cinque anni della missione. La Grande Macchia Blu (la grande anomalia magnetica posta vicino all’equatore) si sta spostando verso est a una velocità di circa 4 centimetri al secondo. I dati indicano inoltre che la dinamo di Giove (cioè il meccanismo che genera il campo magnetico) si trova nello strato profondo di idrogeno metallico che avvolge il suo ‘cuore’.