(Foto Ansa)
Al Concertone del Primo Maggio a Roma è arrivata l’energia rock dei Litfiba, con Piero Pelù protagonista anche di un lungo intervento dal palco su temi politici, storici e sociali.
Nel suo discorso, Pelù ha parlato del conflitto in Medio Oriente e della situazione a Gaza, citando anche le ong e la Global Sumud Flotilla, e chiedendo la liberazione di due attivisti arrestati. Le sue parole, pronunciate dal palco, sono state: “Nelle Americhe il genocidio dei pellerossa nativi, in Armenia il genocidio degli armeni, nei campi di sterminio il genocidio di ebrei, rom, gay e oppositori, in Palestina il genocidio del popolo palestinese. Sotto i nostri occhi in tempo reale, per il rispetto del diritto internazionale, teniamo gli occhi puntati su Gaza, sulle ong impegnate e sulla Global Sumud Flotilla. Liberate Sayf e Thiago. Fanculo i colonialismi. Palestina libera”. Saif Abdelrahim Abukeshek, cittadino nazionalità palestinese, e Thiago Avila sono i due membri della Flotilla arrestati dalle forze israeliane e portati in Israele”.
Dal palco, il frontman ha poi affrontato anche il tema della memoria storica, introducendo il brano Resta con un riferimento al disastro nucleare di Chernobyl: “A Chernobyl 40 anni fa esplose il reattore nucleare numero 4. Per tentare di contenere le radiazioni furono inviati 1057 soccorritori: 47 di loro morirono di cancro alla tiroide. Ancora oggi non sappiamo numero esatto di morti tra i soccorritori”.
Infine, prima di eseguire il brano 17 Re, rimasto inedito per quarant’anni, Pelù ha citato anche Benito Mussolini, con un passaggio storico molto diretto: “Fu sanguinario, un dittatore che con i suoi alleati provocò una guerra da 80 milioni di morti. Ma fece anche qualcosa di buono? Di sicuro non le leggi razziali. Nel 1945, con l’Italia devastata dal fascismo e dalla guerra, il duce degli italiani, mentre scappava travestito da soldato tedesco, fu scoperto e ucciso dai partigiani. Mussolini è un morto sul lavoro, ma è un morto sanguinario e traditore”.
