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Nord Corea, record di esecuzioni: con Kim Jong-un peggio che con il padre

PYONGYANG – Nel solo 2016 il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha ordinato la pubblica esecuzione di 64 “traditori”, intensificando il proprio “regno del terrore”, secondo alcune recenti rivelazioni di un’agenzia di spie sud coreana.

Dal 2011, anno in cui il leader nordcoreano è salito al potere, le esecuzioni sono arrivate a 134; questo notevole aumento di esecuzioni tra gli ufficiali si pensa derivi da una paranoia del despota nei confronti della propria sicurezza personale. Il Nation Intelligence Service, inoltre, ha aggiunto che lo spargimento di sangue supera di molto quello del padre, Kim Jong-il.

Nel mese di aprile dello scorso anno il ministro della Difesa della Corea del Nord è stata pubblicamente giustiziato con un cannone antiaereo per essersi addormentato durante alcune riunioni militari e per aver risposto a Kim.

Hyon Yong-Chol, 66 anni, nominato capo militare della Corea del Nord nel 2012, è stato ucciso di fronte a centinaia di funzionari assetati di sangue, in un campo militare della capitale Pyongyang. Non era la prima volta che in Corea del Nord una pistola ZPU-4 antiaerea venisse utilizzata per le esecuzioni.

Le esecuzioni sono aumentate dopo che la Corea del Nord, per la seconda volta, ha fallito nel tentativo di lancio di un missile, un razzo a medio raggio Musudan, esploso poco dopo il decollo secondo i monitor della Corea del sud e degli USA. Il tentativo di lancio è avvenuto poche ore prima dell’inizio del terzo dibattito presidenziale degli Stati Uniti: un memorandum, che la Corea del Nord ha voluto inviare al prossimo “inquilino” della Casa Bianca, sul rapido sviluppo del programma di armi nucleari che il Paese mette costantemente a punto.


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