Social e minori, tra divieti e nuove tutele: Instagram avvisa i genitori (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il tema del divieto dei social network per i minori è ormai al centro del confronto politico in Europa e negli Stati Uniti. L’Australia ha già introdotto a dicembre il divieto di accesso ai social per gli under 16, mentre in Francia l’Assemblea nazionale ha approvato un disegno di legge che vieta l’uso delle piattaforme ai minori di 15 anni. Anche in Italia il dibattito è aperto, con proposte legislative che puntano a restringere l’accesso ai più giovani.
Si tratta di scelte drastiche, che mettono sotto pressione i colossi tecnologici. Le grandi piattaforme, per evitare restrizioni generalizzate, stanno cercando di rafforzare gli strumenti di tutela interna, introducendo nuovi sistemi di controllo e prevenzione.
La nuova funzione di Instagram
In questo contesto si inserisce l’ultima novità annunciata da Meta Platforms per Instagram. La piattaforma ha avviato negli Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada una funzione che avvisa i genitori quando un adolescente effettua ricerche ripetute su termini legati a suicidio o autolesionismo. L’estensione ad altri Paesi, tra cui l’Italia, è prevista entro l’anno.
È la prima volta che un social introduce un sistema di notifica proattiva di questo tipo. Finora piattaforme come TikTok, YouTube e Snapchat si erano limitate a bloccare determinate ricerche o a mostrare risorse di supporto, senza coinvolgere direttamente le famiglie. Le notifiche di Instagram arriveranno via email, sms, WhatsApp o tramite avviso in-app, accompagnate da linee guida su come affrontare il dialogo con i figli.
Intelligenza artificiale e nuove responsabilità
Il passo successivo riguarda l’intelligenza artificiale. Meta sta sviluppando sistemi di alert analoghi anche per le interazioni con Meta AI, così da informare i genitori nel caso in cui i ragazzi tentino di avviare conversazioni su temi sensibili.
Negli Stati Uniti, intanto, si moltiplicano le azioni legali contro aziende dell’IA, accusate di aver creato chatbot potenzialmente dannosi per i più giovani. L’estensione degli avvisi anche alle conversazioni con l’AI rappresenta, secondo gli esperti, un passaggio coerente con l’evoluzione delle abitudini digitali degli adolescenti, che sempre più spesso si confidano con assistenti virtuali.
