Scritti Corsari. Comizi Corsari. A 60 anni dall’opera di Pier Paolo Pasolini, un progetto che mette la periferia al centro (blitzquotidiano.it)
A più di sessant’anni dall’opera Comizi d’Amore di Pier Paolo Pasolini, nella periferia nord-ovest della Capitale nascono i Comizi Corsari, un progetto di educazione all’audiovisivo e partecipazione civica che vede protagonisti gli studenti e le studentesse del liceo Statale Vittorio Gassman di Primavalle per il mese di marzo e aprile 2026. Promossa dall’Associazione Cultural Inventory con il patrocinio del Municipio XIV di Roma, il sostegno della Fondazione Charlemagne nell’ambito del progetto Periferiacapitale, e il supporto tecnico di Studio Rumore, l’iniziativa nasce con lo scopo di offrire alle nuove generazioni strumenti critici di lettura del presente.
Si parte da Pasolini, cui si guarda non come a una memoria da celebrare, ma come a un metodo: l’inchiesta, l’ascolto, il confronto diretto. Il percorso si articola in attività formative e pratiche, attraverso laboratori audiovisivi i ragazzi diventeranno autori di micro-inchieste sul proprio territorio, raccontando identità, relazioni e sfide quotidiane con uno sguardo nuovo.
Anche in questo progetto – che nasce dal cortometraggio “Periferie Corsare” dove Marco Della Porta attraversando i quartieri del Municipio XIV intervistava i cittadini proprio sul senso del vivere in periferia -, l’audiovisivo diventa uno strumento di inclusione e cittadinanza attiva, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di comunità.
«Coinvolgere i giovani delle nostre periferie significa provare a scrivere insieme un pezzo di futuro – spiega Marco Della Porta, Presidente del Municipio – progetti come questo dimostrano che la cultura può trasformare i territori in spazi di opportunità, partecipazione e crescita collettiva».
Comizi Corsari, infatti, non è soltanto un laboratorio, ma un processo di trasformazione: la periferia come fucina di idee, la scuola come presidio culturale, l’audiovisivo come linguaggio per comprendere e raccontare il mondo. Per questo verrà realizzato un evento finale con la proiezione dei lavori realizzati dagli studenti, un momento di condivisione aperto a tutti per rafforzare non solo il dialogo tra scuola e territorio, ma di restituzione al quartiere, alla città tutta.
La periferia intesa non come margine, ma laboratorio vivo: centro di iniziative, relazioni e creatività. Perché è nei luoghi più remoti e dimenticati che spesso nascono le visioni più forti. E il futuro, spesso, comincia proprio da lì.
