Trump: "In Iran è in corso un cambio di regime". Il capo del Parlamento Ghalibaf (nella foto Ansa) nega però colloqui con gli Usa che puntano a terminare la guerra il 9 aprile
A proposito della tregua annunciata sugli impianti energetici della repubblica islamica annunciata da Trump, secondo Israele e gli Usa ci sarebbero dei colloqui in corso con il presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf per un accordo che metta fine alle ostilità. Il negoziato, ha spiegato lo stesso Trump ai giornalisti prima di partire per Memphis, prevede 15 punti tra i quali c’è la rinuncia all’atomica da parte di Teheran.
Il tycoon, sempre ai giornalisti ha spiegato tra l’altro che in Iran sarebbe in corso un “cambio di regime”. Anche se il presidente Usa non lo ha detto esplicitamente, il cambio vedrebbe proprio Ghalibaf molto quotato alla guida dell’Iran al posto di Khamenei. Il presidente del Parlamento iraniano ha però negato, su X, che siano in corso dei colloqui tra l’Iran e gli Usa: “Il nostro popolo esige una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari sostengono fermamente il loro leader e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo. Non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti. Notizie false vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”.
Teheran che nega colloqui già in corso, ha confermato soltanto che gli Stati Uniti hanno richiesto un incontro per sabato con il presidente del Parlamento iraniano. Teheran però non ha ancora risposto e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non ha ancora esaminato la questione. I colloqui dovrebbero svolgersi in Pakistan a Islamabad con la presenza di Ghalibaf e altri funzionari iraniani da una parte e gli inviati americani Steve Witkoff, Jared Kushner e JD Vance dall’altra.
Gli Usa puntano a terminare la guerra il 9 aprile
Un funzionario israeliano ha intanto affermato che Washington ha fissato il 9 aprile come data obiettivo per la fine della guerra. A riportarlo è la testata israeliana Ynet che spiega che la fine della guerra potrebbe consentire a Trump di visitare Israele nel giorno dell’Indipendenza (che quest’anno si celebra il 22 aprile) per ricevere il Premio Israele, ha concluso il funzionario.
