Una ambulanza (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Dopo quattro giorni di ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Infermi di Rimini, il cuore di Matteo Brandimarti ha cessato di battere. Il ragazzo, appena dodicenne, era stato ricoverato in condizioni disperate in seguito a un incidente avvenuto in una struttura ricettiva di Pennabilli. Nella serata di ieri, l’équipe medica guidata dal primario Massimo Baiocchi ha dichiarato la morte cerebrale dopo sei ore di osservazione, durante le quali è stata accertata l’assenza totale di attività neurologica, coscienza e riflessi.
Le speranze erano appese a un filo sin dall’inizio. Nonostante i tentativi dei medici e il momentaneo ripristino dell’attività cardiaca, il giovane non ha mai ripreso conoscenza. La sua condizione clinica, aggravata dalla prolungata mancanza di ossigeno, si è rivelata irreversibile.
L’incidente nella vasca e i soccorsi
Quella che doveva essere una giornata serena insieme ai genitori e ad alcuni familiari, si è trasformata in una tragedia. Matteo stava giocando in una vasca idromassaggio con acqua alta circa un metro quando è rimasto intrappolato con la gamba in un bocchettone di aspirazione.
L’allarme è stato lanciato dalla zia, che ha subito chiesto aiuto. Per liberarlo è stato necessario interrompere la corrente dell’impianto. Nel frattempo, un cliente presente sul posto, esperto in manovre salvavita, ha iniziato le operazioni di rianimazione, riuscendo temporaneamente a far ripartire il cuore del ragazzo.
Poco dopo è intervenuta l’eliambulanza, che ha trasportato Matteo d’urgenza a Rimini. Tuttavia, il tempo trascorso sott’acqua ha causato un grave stato di anossia, compromettendo in modo irreparabile le funzioni vitali.
Indagini aperte per omicidio colposo
La vicenda ha ora assunto rilevanza giudiziaria. Le indagini, affidate ai carabinieri di Novafeltria e coordinate dalla pubblico ministero Alessia Mussi, sono passate dall’ipotesi iniziale di lesioni gravissime a quella di omicidio colposo contro ignoti.
Gli inquirenti dovranno chiarire eventuali responsabilità legate alla sicurezza e alla manutenzione dell’impianto. In particolare, sarà verificata la presenza e il corretto funzionamento dei sistemi di protezione, come le grate sulle bocchette di aspirazione.
La famiglia si è rivolta all’avvocato Umberto Gramenzi per seguire gli sviluppi legali. Nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia, fondamentale per fornire ulteriori elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto e accertare eventuali negligenze.
