Berlusconi/ Sardegna e vittoria della destra: non c’entra Lui, ma la sfiducia verso Soru

Pubblicato il 28 Marzo 2009 - 09:28 OLTRE 6 MESI FA
(AGI) – Autocritica, come si diceva ai bei tempi, o “soul searching”, più trendy e obamiano, per la sinistra italiana dopo la sconfitta in Sardegna.
Esame con tanto di analisi demoscopica, presentata venerdì 27 a Cagliari da Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing .
La ricerca presentata ha cominciato con sgonfiare un mito: “Le ‘visite’ in Sardegna del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale non hanno contribuito a traghettare consensi al candidato del centrodestra Ugo Cappellacci”.  
E ancora:  “I risultati ottenuti da Berlusconi sono stati altri, a cominciare dalla legittimazione di fronte all’elettorato di un candidato poco conosciuto e il ‘congelamento’ di voti già a favore del centrodestra. Questo, di riflesso, significa che la campagna elettorale non ha spostato consensi”.
In platea c’era il fior fiore della sinistra sarda: l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi e l’ex segretario regionale del Pd Antonello Cabras,l’ex presidente della Regione Renato Soru, il suo fedelissimo ex assessore al Bilancio Eliseo Secci, e tanti altri big, da Paolo Fadda a Siro Marroccu passando per Ivana Dettori, Cesare Moriconi, Chicco Porcu, Marco Espa, Nazareno Pacifico e l’ex assessore regionale Maria Antonietta Mongiu.
Nell’analizzare i dati della sconfitta elettorale, Parisi ha sottolineato come siano mancati “i voti di preferenza ai candidati, posto che rispetto a quelli incassati dal candidato presidente, nella sola provincia di Cagliari, all’appello mancano ben 18 mila preferenze”.
Di avviso diametralmente opposto Antonello Cabras: “Il deficit che ha contribuito alla sconfitta del centrosinistra non appartiene ai singoli ma è collettivo,della coalizione. Non abbiamo capito, anche se io avevo notato le prime avvisaglie già un anno fa, che il vento era cambiato e ci siamo presentati agli elettori come se ci stessimo giocando le elezioni alla pari. Se nel 2004 la candidatura alla presidenza era quella giusta”, ha dichiarato Cabras, senza nominare Renato Soru, “nel 2009 occorreva prendere atto delle mutate condizioni sia della coalizione, sia del favore dell’elettorato”.