Fabbro senza lavoro si uccide a Roma

Pubblicato il 21 Maggio 2012 21:45 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2012 22:30

ROMA – Un fabbro romano di circa 60 anni, che si è impiccato nel suo appartamento, alla periferia della Capitale. Ai figli ha lasciato un biglietto nel quale avrebbe fatto riferimento ai suoi debiti e ai problemi di lavoro: era in cassa integrazione da due anni e sbancava il lunario con lavoretti saltuari e non percepiva ancora la pensione.

A trovare il corpo di Rodolfo Nanni e' stato il fratello, entrando nella sua casa in via Giuseppe Arimondi, in una traversa di via di Portonaccio. Sul tavolo aveva lasciato un biglietto nel quale, oltre a chiedere scusa ai figli per il suo gesto, ha fatto riferimento ai suoi debiti e alla perdita del lavoro. Ma i problemi economici potrebbero rappresentare il 'carico da novanta' che ha fatto crollare il sessantenne nello sconforto.

''Aveva problemi depressivi e sono convinto che una serie di problemi hanno contribuito al suo gesto'', spiegano alcuni conoscenti di Nanni, che era separato e conviveva fino a una settimana fa con uno dei suoi due figli. Un vicino di casa lo ha visto proprio ieri fumare quella che sarebbe stata una delle sue ultime sigarette, ma ''mai nessuno avrebbe pensato che sarebbe arrivato a compiere un gesto del genere''.

Da una settimana suo figlio era andato a vivere con la fidanzata. In molti dicono si essere all'oscuro del fatto che il fabbro avesse dei debiti. E in queste ore nel palazzo dove abitava Nanni c'e' un via vai di amici e parenti ancora increduli per quanto e' successo. I debiti e i problemi economici ora non ci sono piu': il fabbro sessantenne li ha estinti a modo suo, lasciandoli appesi a quel cappio.

Il fenomeno dei suicidi per debiti o per disoccupazione, causati dalla crisi economica, sta caratterizzando soprattutto il 2012. Secondo un computo di due settimane fa della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, dall' inizio dell'anno sono stati in 34 a togliersi la vita solo tra gli imprenditori. Il primato nero spetta al Veneto con 12 suicidi. Il numero e' ben piu' alto se si considerano anche i disoccupati, ma mancano stime affidabili. Nelle ultime due settimane si sono registrati almeno altri tre casi – da Nord a Sud – che sono finiti nelle cronache nazionali.