Caccia: domenica inizia la stagione. Ma in Piemonte non si spara: stop del Tar

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 22:47 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 22:48
Caccia: domenica inizia la stagione. Ma in Piemonte non si spara: stop del Tar

Caccia: domenica inizia la stagione. Ma in Piemonte non si spara: stop del Tar

ROMA – Prende il via questa domenica, la terza di settembre secondo la legge, la stagione di caccia su tutto il territorio italiano a eccezione del Piemonte, dove il Tar ha oggi sospeso il calendario venatorio accogliendo il ricorso delle associazioni ambientaliste. Nelle altre Regioni le doppiette torneranno a far fuoco, accompagnate però dalle proteste degli ambientalisti che denunciano la violazione delle norme l’inadeguatezza dei controlli. A finire sul banco degli imputati sono ancora una volta le Regioni, cui spetta il compito di varare i calendari venatori.

”Molte Regioni faticano ancora a dare piena applicazione alla direttiva europea”, rileva la Lipu. ‘Umbria, Lazio, Toscana, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia hanno ignorato le novità normative introdotte con la legge comunitaria del 2010 e le indicazioni scientifiche dell’Ispra, continuando a varare calendari impostati per rispondere alle richieste del mondo venatorio”.

Dello stesso avviso il Wwf, che chiede di ”arginare la deregulation venatoria” denunciando la ”persistente e sistematica violazione delle leggi europee e italiane, e soprattutto di quelle della scienza, in particolare da parte delle Regioni”.

Così pure la Lega Antivivisezione che punta il dito contro la ”lobby politico-venatoria” che mette sotto attacco le norme. Ultima in ordine di tempo la richiesta di urgenza sul disegno di legge 119 sulla riforma della Legge quadro sulle aree naturali protette che, avverte la Lav, ”di fatto consentirebbe ai cacciatori di sterminare anche la fauna di parchi e riserve naturali”.

Per Legambiente il problema principale sono i ”controlli inadeguati” – effetto anche della mancanza di personale del Corpo forestale dello Stato – che lasciano spazio al bracconaggio.”Molte norme italiane ed europee sarebbero delle buone norme se pienamente applicate e attuate. E per farlo – osserva l’associazione – il primo parametro è la verifica che siano rispettate”.

Alle polemiche risponde compatto il mondo venatorio, che dopo una decina d’anni torna a parlare con una sola voce in rappresentanza delle varie associazioni della caccia, fino agli armieri. L’invito ai cacciatori è ovviamente alla ”prudenza” e al ”rispetto le leggi, della fauna e dell’ambiente”, ma anche a ”non rispondere in modo scomposto agli attacchi e alle provocazioni che, come sempre, non mancheranno”.