Riscaldamento globale: temperature su di 1° dal 1900, ma non aumenti dal 1998

Pubblicato il 10 Aprile 2013 - 12:51| Aggiornato il 1 Gennaio 2023 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Le temperature sono salite di quasi un grado tra il 1900 e il 2013, ma è dal 1998 che non vengono registrati aumenti. Se il termometro non segna rialzi, gli effetti del riscaldamento globale si fanno vedere anche per quei 0,75° celsius di aumento dal secolo scorso. Lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico ha raggiunto il livello record. Il livello dei mari continua ad alzarsi, anche se di pochi centimetri. Fenomeni meteorologici come gli uragani diventano sempre più potenti e violenti.

La febbre del pianeta” non aumentata dal 1998, ma non si è nemmeno placata, spiega Elena Dusi su Repubblica, che si chiede perché la “corsa delle temperature” si sia fermata. Nessuna risposta è “convincente”, tanto meno quella di chi afferma che lo stop dei termometri sarebbe un risultato “statistico“. Un periodo di 10 anni non è sufficiente per dare dati e risultati significativi sul clima.

Ci sono poi risposte più “creative”, che la Dusi descrive su Repubblica. La prima è quella di una ridotta attività del Sole, ipotesi che la stessa Dusi definisce come poco probabile per la mancanza di prove:

“È stato suggerito che il calore accelera l’evaporazione dell’acqua e che le nuvole formano uno strato bianco attorno alla Terra capace di riflettere i raggi solari. Ma lo stesso vapore acqueo è un potente gas serra e il suo ruolo nell’atmosfera è assai più complesso di un semplice “plaid” per il pianeta. Può darsi che la pausa del riscaldamento sia legata a una ridotta attività del Sole. Ma le prove scarseggiano: difficile che questa sia la pista giusta”.

La soluzione all’enigma sul clima arriva dal profondo degli oceani per i ricercatori francesi e spagnoli:

” calore in eccesso che i gas serra raccolgono nella parte alta dell’atmosfera sarebbe assorbito dall’acqua del mare, secondo lo studio dell’Institut Català de Ciències del Clima e del Centre National de Recherches Météorologiques, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change. Con il ruolo mitigatore che da sempre svolge al cambiare delle stagioni, il mare accumula energia per restituirla solo con gradualità. Ma questo non vuol dire che alla fine faccia sconti”.

E così sul fondo del mare, spiegano gli esperti, continua ad accumularsi energia e calore, che un giorno potrebbero tornare a galla, scrive la Dusi:

“Il calore nascosto fra le onde potrebbe essere rilasciato nei prossimi anni, facendo aumentare le temperature anche in caso di uno sforzo dell’uomo per ridurre l’inquinamento”. Politica e accordi internazionali in realtà non sono mai stati efficaci nel frenare le emissioni di anidride carbonica. Gli unici lievi rallentamenti dell’inquinamento atmosferico sono stati causati dalla crisi economica e dal boom di estrazione di gas negli Stati Uniti (combustibile che inquina meno del petrolio)”.

Ma la pausa di questo decennio è solo un “time out“. Il riscaldamento e il surriscaldamento globale restano un’emergenza per il pianeta e una priorità per le potenze mondiali, che pur firmano importanti accordi e protocolli, come quello di Kyoto, non da tutti rispettato, o quello di Doha, da cui restano fuori i paesi più inquinanti