Veneto alluvionato, economia a pezzi. Il triangolo Padova-Vicenza-Verona è in ginocchio

Pubblicato il 10 Novembre 2010 14:19 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 14:19

Quanto sono stimati i danni provocati dall’alluvione in Veneto? Il governatore Luca Zaia ha parlato di un miliardo e mezzo di euro, ma forse ci sarà bisogno di più tempo per riuscire a stabilire una cifra precisa. Di certo il triangolo produttivo Padova-Vicenza-Verona è stato messo in ginocchio dalle piogge che non hanno dato tregua alla regione.

Francesco Alberto sul Corriere della Sera ha provato a fare i conti delle perdite per tutta l’area: “Sott’acqua sono finiti 10 mila ettari in tutto il Veneto (fonte Coldiretti). Quasi 20 mila le persone coinvolte: la metà delle quali ha dovuto abbandonare per alcuni giorni le case”.

Inoltre, ha spiegato Alberto, “circa 3000 le attività produttive (negozi, piccole e medie imprese) messe in ginocchio dalle piene. Tra 4 e 5 mila sono le aziende agricole, anche piccolissime, messe al tappeto: pesante, poi, il bilancio nel settore dell’allevamento dove si contano più di 200 mila animali annegati (molte carcasse ancora galleggiano nei campi). Inevitabili, ma non ancora definibili, le ricadute occupazionali. Centinaia i dipendenti rimasti a casa: per molti si profila la cassa integrazione”.

Per quanto riguarda il “comparto lavoro”, ha aggiunto Alberto, i danni sono i seguenti: “Il Padovano, con i suoi 21 Comuni finiti sott’acqua (la botta più forte a Bovolenta, Veggiano, Casalserugo e Saletto), ha pagato un dazio pesantissimo in termini produttivi. «Un’ottantina le aziende danneggiate — dice il presidente degli industriali di Padova, Francesco Peghin —; ci sono piccole e medie imprese che hanno subito distruzioni tra i 200 mila e i 5 milioni di euro, ma il numero è destinato a salire». Non è andata meglio ai commercianti: almeno 700 i negozi e i servizi messi al tappeto dall’acqua, a cui vanno aggiunti 150 tra ristoranti e agriturismi. «Ho visto gente piangere — dice il presidente Ascom, Fernando Zilio — e non so se Berlusconi e Bossi, pur venendo qui, si siano davvero resi conto della situazione». Botta dura anche per gli artigiani della Bassa padovana: «Ci sono 300 aziende a pezzi — afferma il segretario della Cna, Matteo Rettore — e 600 con pesanti disagi»”.

5 x 1000

Per quanto riguarda Vicenza invece, dove l’alluvione ha colpito il centro città, “il sindaco Achille Variati ha già pronta la lista della spesa da sottoporre oggi al governatore Zaia: «La nostra richiesta è di 158 milioni e 300 mila euro: siamo stati molto rigorosi». E anche molto danneggiati. Più di 300, tra negozi, botteghe, bar e ristoranti, le attività bloccate. Tra le medie imprese sono 100 (numero in crescita) quelle chiuse. 3000 gli edifici privati danneggiati. Tra 50 e 60 le aziende agricole che hanno perso impianti, stalle, attrezzi. A Caldogno, poco distante, sono 240 le attività produttive in tilt e 1300 gli immobili gravemente lesionati”.

Ma, aggiunge il giornalista, “numeri importanti quelli delle persone che hanno avuto la vita sconvolta dall’acqua. Tra Vicenza e Caldogno sono quasi 13 mila i cittadini che hanno subito pesantissimi disagi. Nel Padovano sono stati 3 mila quelli evacuati dalle loro abitazioni. Alcune centinaia sono tuttora ospiti in alberghi e strutture pubbliche. Qualche nube anche sul fronte della salute pubblica. La Regione ha assicurato che lo stato della potabilità dell’acqua «non presenta criticità». I timori, semmai, riguardano eventuali malattie infettive, a cominciare dalla leptospirosi, provocata dal contatto con acque inquinate dall’urina dei topi. «Le probabilità di contrarla sono basse» assicurano all’unità di crisi; tuttavia, «in caso di febbre nelle prossime 3 settimane», meglio andare dal medico”.