Amal Alamuddin. La causa di Mrs Clooney: “Londra restituisca i marmi del Partenone”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 ottobre 2014 12:53 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2014 12:53
Amal Alamuddin. La causa di Mrs Clooney: "Londra restituisca i marmi del Partenone"

Amal Alamuddin. La causa di Mrs Clooney: “Londra restituisca i marmi del Partenone”

ROMA – Amal Alamuddin. La causa di Mrs Clooney: “Londra restituisca i marmi del Partenone”. Dopo il momento di celebrità per il matrimonio con l’attore Usa George Clooney, l’avvocatessa Amal Alamuddin è tornata al lavoro come consulente legale del governo greco per ottenere la restituzione dei fregi del Partenone da parte della Gran Bretagna che da quasi 200 anni li conserva nel British Museum di Londra.

A questo scopo Alamuddin e un suo collega, l’avvocato Geoffrey Robertson, arrivano oggi ad Atene per un primo scambio di opinioni con il premier Antonis Samaras, il vice premier e ministro degli Esteri Evanghelos Venizelos e il ministro della Cultura Constantinos Tassoulas.

La notizia della visita di Alamuddin in Grecia è stata diffusa in una nota dello studio legale londinese Doughty Street Chambers, secondo cui Robertson e Alamuddin, hanno parlato per la prima volta dell’eventualità di assumere la consulenza per conto del governo greco nel 2011. I due legali rimarranno ad Atene sino al 16 ottobre e avranno l’opportunità di visitare l’Acropoli e il Partenone.

La storia è nota. I marmi Elgin (metope dell’architrave del Partenone, parte delle grandi sculture dei due frontoni, fregio della cella con la statua della dea) prendono il nome da Thomas Bruce, VII conte di Elgin, ambasciatore inglese presso l’Impero Ottomano. Secondo la sua versione i marmi furono asportati e condotti in Gran Bretagna grazie a un firman (un permesso) del sultano Selim III.

Secondo altre versioni, il permesso era limitato solo ad alcuni pezzi e si trattò di un furto. Dopo mille traversie legate alle sfortune personali di Elgin (i marmi si deteriorarono per due anni in un deposito nella campagna inglese), le opere approdarono al British Museum. Il museo ha più volte ricordato di non aver potere in materia di restituzione. E i governi britannici hanno sempre insistito sulla regolarità della compravendita. (Paolo Conti, Corriere della Sera)

Interessante, sulla questione, il parere di Francesco Rutelli, ex ministro dei Beni Culturali e attualmente presidente della Fondazione Icd (Institute for cultural diplomacy) e contrario alla restituzione dei marmi. Restituzione ci deve essere (come la Venere di Morgantina e altri tesori trafugati) quando è palese l’illegalità dell’eventuale compravendita, o quando non si tratti proprio di un furto. In caso contrario si aprirebbe una guerra mondiale della cultura (solo l’Italia svuoterevb