Canaletto: a Venezia in mostra il segreto delle sue vedute

Pubblicato il 31 Marzo 2012 20:21 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2012 21:03

VENEZIA – Come lavorava Canaletto (Giovanni Antonio Canal, 1697-1768), il vedutista veneziano che l'erudito suo contemporaneo Anton Maria Zanetti nel 1733 definiva 'pittor di vedute, al quale e nella intelligenza e nel gusto e nella verita', pochi tra gli scorsi e nessuno tra i presenti si puo' trovar che si accostino'? A parlarci della sua arte, restano gli schizzi esposti nella mostra 'Canaletto. Il Quaderno veneziano' aperta oggi a Venezia, in Palazzo Grimani. Si tratta del celebre Quaderno di schizzi di Canaletto, un unicum nella storia dell'arte del Settecento, codice mai visibile al pubblico ed ora presentato assieme a ventiquattro disegni di antica provenienza veneziana, appartenenti a collezioni pubbliche e private, per la prima volta insieme.

La mostra, prodotta da Venezia Accademia, e' focalizzata sulla fase di costruzione grafica dell'opera e, in particolare, sul ruolo della camera ottica, della quale Canaletto si avvaleva, nell'ideazione e realizzazione delle vedute veneziane.

Il progetto espositivo, curato dalla direttrice del Gabinetto dei Disegni delle Gallerie dell'Accademia Annalisa Perissa Torrini, rientra nel lavoro di valorizzazione del fondo grafico promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della citta' di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare.

Il 'Quaderno' e' un prezioso piccolo volume formato da sette fascicoli rilegati nell'Ottocento, in origine sciolti, ricolmo di schizzi realizzati probabilmente in un breve arco di tempo, poi riutilizzato dal pittore veneziano negli anni. Ogni fascicolo racconta il processo creativo del suo lavoro: le annotazioni sui colori, sui materiali e sui luoghi ritratti, le correzioni e abrasioni, i cambi di inchiostro e di penna, l'uso del righello (raro) e della punta metallica. Insieme al Quaderno, vengono esposti otto fogli, tra cui lo 'scarabotto' (primo schizzo) con il Canal Grande di fronte alla Salute e il Traghetto di San Moise', della raccolta delle Gallerie, sette fogli della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Trieste, sette fogli poco noti di collezione privata italiana di provenienza Corniani-Algarotti, il foglio della Fondazione Cini e quello del Museo Correr di Venezia.

Importanti dipinti di collezioni pubbliche e private mostrano la realizzazione pittorica di alcuni dei disegni esposti: capolavori delle Gallerie dell'Accademia, di Ca' Rezzonico, degli Uffizi, di Castello Sforzesco e di collezioni private italiane. Alcune incisioni di Visentini e Smith, infine, documentano l'importanza delle stampe sia nell'iter creativo dell'artista, che nella diffusione della sua opera.