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“Com’è difficile governare ai tempi di Twitter”: di Vittorio Zucconi

Pubblicato il 23 Marzo 2012 9:35 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2012 12:30

Michael Bloomberg (Foto LaPresse)

NEW YORK – Blitz quotidiano vi propone oggi come articolo del giorno quello di Vittorio Zucconi per Repubblica sul rapporto tra politici e social network. A New York il sindaco Michael Bloomberg dichiara guerra ai social network. Il primo cittadino ce l’ha con il “referendum quotidiano” a cui si viene sottoposti attraverso Facebook e Twitter.  “Sono soffocato dai social network che non mi lasciano lavorare. Gestire una città richiede progetti a lungo termine. Non si può sottostare a un referendum quotidiano”, dice, come scrive Zucconi.

Eppure Bloomberg deve la propria fortuna alla comunicazione, con la sua agenzia di informazioni finanziarie e degli andamenti di Borsa creata per gli operatori di Wall Street.

“I social network sono creature dell’istante, ma governare una città come New York richiede programmazione a lungo termine, progetti decennali o ventennali, che vengono bocciati fulmineamente dalla marea di “no” prodotta in Rete. Non è possibile progettare nulla se ogni progetto viene sottoposto a referendum istantanei”.

E la protesta di Bloomberg, sottolinea Zucconi, è stata subito condivisa dal presidente e dal governo di Singapore, dove il sindaco si trovava: .”Anche noi non possiamo fare nulla senza essere sottoposti immediatamente a valanghe di dissensi sui blog, sui forum, sui social network”.

Come ricorda Zucconi, “fu un ex presidente delle Filippine, Joseph Estrada, sotto processo di “impeachment” per corruzione adavvertire per primo il morso degli sms. Quando a Manila si sparse la voce che il parlamento lo avrebbe salvato, bastò un messaggino, “Go to EDSA, wear black”, andate nella piazza Epifanio Dos Santos, indossate nero” per portare oltre un milione di persone in strada. Lui stesso, deposto, accusò la “generazione text” di averlo rovesciato. Dall’Ucraina alla Primavera Araba, dai primi tentativi di ribellione al regime in Iran alla quotidiana battaglia della dittatura cinese contro blogger e Reti, oggi nessun amministratore, nessun politico può permettersi di non fare i conti con la ragnatela che Internet gli tesse attorno”. […]